Consapevolezze …

Full-Face-Japanese-Noh-Hand-Painted-Koomote-Demon-Cosplay-Mask-Masquerade-Kabuki-Party-Carnival-High-Quality
Ecco un’altra testimonianza di cosa puo’ fare
l’auditing di Scientology,
libera dalle pastoie di una organizzazione
perversa e fuori scopo.
Maggio 2016 
Caro C/S,
sul procedimento che sto facendo, vedo di giorno in giorno il quadro della mia
realtà cambiare continuamente, come i fondali di un  palcoscenico in una
rappresentazione d’arte. Tutto sta diventando più fluido, più veloce, meno impastato di inutili dubbiose considerazioni.
La mia percezione del tempo si sta facendo di volta in volta più dinamica e al
tempo stesso più serena, meno frenetica. È come se stessi vivendo una nuova
stagione della mia vita, in un’altra realtà.
Prima, nonostante gli sforzi da parte mia di cercare di avere una maggiore coordinazione, tutto sembrava sfuggirmi di mano.
Ora non è più come prima. Le mie giornate non scorrono più come una melassa
che cola in modo estenuante da un barile, e al tempo stesso ti dice: “Non c’è più
tempo, non c’è più tempo”. È una senzazione nuova, alla quale mi sto abituando.
E anche i rapporti con gli altri sono cambiati, c’è una nuova capacità di
comprensione da parte mia. Non sono più difensiva’ cercando di capire gli altri
per controllarne le intenzioni e in qualche modo gli effetti su di me, temendo uno
sgradevole eventuale ARC break: Un atteggiamento, il mio, tutto sommato
propiziatorio e calcolato.
Revisionando le bozze di stampa di un libro, che mi aveva creato un grosso
problema di rapporti con una mia amica, m’era venuto in mente quella volta che
durante una session (credo alla fine del grado I), avevo detto all’auditor,  senza quasi rendermene conto in quel momento dell’ importanza, che mi ero scocciata di schizzare continuamente vita dopo vita, da un terminale all’altro, da una valenza all’altra senza sosta, che volevo finalmente essere io a decidere, liberarmi da questo meccanismo.
La percezione che ora ho avuto è stata quella di essere stata sbattuta
inconsapevolmente da una valenza all’altra nel corso delle vite in una totale
dipendenza. Qualcosa che era una realtà fissa, definitiva e incrollabile, che
consideravo l’unica possibile, quasi divina e senza appello.
Ora ho visto più chiaramente gli effetti di queste valenze: due terminali e i thetan
che si dibattono da un punto all’altro come falene attratte dalla luce.
Una vita passata da intellettuale, cercando di negare la forza neanche per
schiacciare una formica o un bagarozzo e, quella dopo, usando la forza per
ripristinare un ..rigore etico, a volte con imposizioni violente, magari per riparare ai torti subiti nella vita precedente. Nel primo caso avevo ritenuto di aver fallito
miseramente, ma poi, nonostante l’uso della forza, il fallimento s’era ripetuto anche nell’altro caso, e in modo forse peggiore.
Analizzando il mio rapporto con la mia amica e la mia avversione e il mio disagio
e timore di offendere, tutto sommato la mia incapacità di pormi sulla sua lunghezza d’onda, ho visto che si può uscire dal meccanismo della dicotomia, confrontare il rovescio della medaglia, perché questo è un gioco che è andato avanti anche troppo.
Ho capito che si diventa alla fine due facce della stessa medaglia, essendone effetto.
Grazie,caro C/S, per l’aiuto che mi stai dando, insieme a quello del Sup e a Ron
che mi ha indicato la via per sconfiggere i miei fantasmi.
Anna

 

 

49 commenti

Archiviato in Casa Minelli

Ah … il profumo dei tigli!

viale tigli

Un profumo, un’ immagine, quanti ricordi e sensazioni.

Ecco a voi un bellissimo successo di B. che si sta audendo su OT II.

Scientology funziona?

Direi di si!

20 maggio 2016

Caro C/S.

L’altro ieri, tornando a casa dopo le session, sono passata per un viale con ai lati lunghe file di tigli. In quel momento ho pensato che stavano fiorendo con il loro profumo particolare. La prima volta che l’avevo notato diversi anni fa c’era stato come un Déjà vu accompagnato da una sensazione di giovinezza e di grande gioia, subito però seguita da qualcosa di oscuro, quasi impastata ad amare considerazioni sull’epilogo di tutte quelle rosee speranze, che s’erano poi concluse con grandi sofferenze fisiche e spirituali, in una tragica e prematura morte. In passato, tutte le volte che guardavo quei tigli, mi veniva in mente quel momento, ma c’era sempre quel retrogusto amaro nella cosa. Guardando quegli alberi l’altro ieri, ho capito che potevo riabilitare quei momenti di felicità, di estroversione e di espansione quando volevo, come se fosse qualcosa che non dovesse dipendere necessariamente dal concetto di dicotomia, e dai suoi effetti, tipo: vita-morte, vivere-non vivere. Era come se, riabilitando quei momenti di felicità e di grandi speranze postulate nel futuro, avessi sganciato tutto quello che poi era accaduto a infrangere quelle aspettative, che aveva in qualche modo invalidato la mia apertura alla vita. Mi sono resa conto che era come applicare la riabilitazione nei casi di overrun. Ho visto che la cosa la potevo fare e potevo applicarla a ogni episodio della traccia passata. E così sganciarla da quel meccanismo della dicotomia e renderla nulla, quella dicotomia che ti dice che quando succede qualcosa di bello, poi ci sara’ sempre, inevitabilmente, qualcosa di brutto e viceversa. In sostanza, ho capito di poter recuperare, se avessi voluto, tutto il theta che c’era in quegli episodi felici. e che poi era stato enturbulato e negato dai contraccolpi della vita. In passato tutte le volte che guardavo quegli alberi fioriti, e sentivo quello speciale profumo, provavo gioia mista a perdita e sconforto, e una grande nostalgia. Ora ho scoperto che se guardo quel momento e decido di riabilitarlo, il resto che viene dopo e’ un’altra realtà, e scompare, e quelle cose dolorose avvenute dopo si sganciano. Ho la consapevolezza che i momenti belli sono sempre disponibili, che non si puo’ farne as-is, che il senso di perdita e la nostalgia di qualcosa che non c’è più sono dovuti al vettore inverso del meccanismo di questo universo, ruotato di 180°. I momenti belli, anche se li percorri migliaia di volte non si scaricano, non si cancellano mai, quindi non si perdono. Quelli brutti, invece, se li percorri si cancellano. Non ha senso questa dicotomia, e’ solo un tipo di logica. Credo di aver avuto una bella vittoria, perche’ mi sento piu’ causa e piu’ bendisposta verso la vita. Ora e’ tutta un’altra cosa. Caro C/S, ti ringrazio moltissimo per l’aiuto che mi stai dando.

B.

4 commenti

Archiviato in Casa Minelli

Clear Indipendenti

ali

Bene bene, è con grande piacere (e un pizzico di orgoglio) che annunciamo l’attest dello stato di Clear da parte di tre persone nel campo indipendente.Questi risultati dimostrano ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, che Scientology è funzionante e piu’ viva che mai al di fuori della corporazione di Miscavige & C. Una ulteriore evidenza che c’e’speranza di liberta’. Questo nostro blog non e’ che la punta dell’iceberg. Complimenti a queste tre persone, per la loro perseveranza, per non essersi arrese davanti alle difficolta’, siete di esempio per tutti noi!  

Ma lasciamo spazio ai Successi!     

simbolo-di-infinito-(1c)

E’ fatta, dopo così tanto tempo ho finalmente verificato, confermato e attestato che “di Clear si trattava”.

Già…, ho attestato…

Grazie 1000 al mio auditor e al mio C/S, due amici meravigliosi.

Devo dire che… beh, “così  era già da un po’ di tempo”; ma la cara chiesetta su questo argomento mi aveva fatto un bel po’ di confusione e/ma… anche un bel po’ di stolking (uso una parola poco espressa nel nostro ambito, ma di questo si è trattato… e questo stalking se non è vera e propria evidente soppressione ne è l’espressione strisciante).

Per prima cosa devo fare un grosso elogio al mio auditor che con grande pazienza, certezza e determinazione “che si può e che si deve fare”, mi ha ripreso e rimesso in carreggiata.

Il mio auditor nonostante “un PC un po’ difficile” (all’inizio parecchio in protesta e diffidente, un PC da riparare e risistemare), mi ha fatto attraversare il Ponte; che adesso, guardandomi indietro, devo dire è stato magnifico e vitale.

Guai se non lo avessi fatto e guai se mi fossi limitato solo a star li a lamentarmi di come la chiesa mi avesse maltrattato (in auditing e con le sue negazioni), attraverso le sue tipiche forzature e storture: “non pensare con la tua testa”.

Nell’auditing di questi ultimi mesi ho avuto veramente un sacco di guadagni e di ripristino di consapevolezza, un sacco di realizzazioni, un sacco di sistemazione dei paradossi, che una vita difficile, e la chiesetta con tutti i suoi dati e tech alterata, avevano creato.

Ma è anche vero che di per sé “un Clear è in pericolo”, ovvero dovrebbe/deve andare velocemente avanti. L’ho capito molto, molto bene, cioè: io ho veramente rischiato molto.

Devo proprio confessare che in questa spirale di tanti anni me la sono vista proprio brutta… ero arrivato dal mio auditor con un bel po’ di guai (di caso) in corso; ma la tech ben gestita, insieme alla sua ferrea determinazione (del mio auditor, che non nomino per rispettare la discrezione e la richiesta di riservatezza), hanno fatto la differenza ed hanno portato al risultato che io solo immaginavo.

Mi ero infatti rassegnato che “beh si, “si può fare”, ma per me succederà forse in un altro momento, chissà quando…”

Ecco questo è soprattutto il messaggio insito in questo mio successo: “il Ponte, la tech, quella onesta (e oserei dire, quella di buona intenzione), scarica veramente la carica (gioco di parole) e dopo un po’ la nebbia comincia a diradarsi.”

Perché questo è quello che è successo: session dopo session, alle volte velocemente, alle volte un po’ più lentamente, ma sempre di lavoro si tratta, cominci a vedere sempre più verità, molto spesso la semplice verità, ovvero si comincia ad intravedere della luce.

 

Naturalmente c’è stata anche la mia determinazione a continuare “nonostante tutto ciò che era successo precedentemente”… devo dire che l’acutezza di sapere e intuire che “non può essere che questa la strada!”, mi è stata molto di aiuto: sapevo che nonostante le difficoltà e la ritrosia che mi assaliva a momenti alterni, dovevo andare avanti.

Questo pensiero è stato quello vincente: “devo andare avanti, lo so che alla fine vedrò la luce in fondo al tunnel”.

Ed alla fine è successo: mi è stato verificato lo stato di Clear e… “ma guarda un po’“, era così come immaginavo fosse: ho riabilitato lo stato raggiunto tempo fa.

Ringrazio molto il C/S che alla fine mi ha verificato e confermato: “sei Clear”.

Ora, in questo momento, mi sono messo in uno stato di semplice osservazione, guardo e percepisco i cambiamenti, le sistemazioni che stanno succedendo nel mio universo: pensieri e considerazioni, statiche per anni, che cambiano. Sono riabilitazioni in corso… ovvero rimozione di valutazioni e invalidazioni, molte delle quali fatte by self (auto invalidazione: “la somma delle invalidazioni ricevute”).

Se non che: “un Thetan ottiene ciò che postula”, ma anche “ciò che considera”, di sé e degli altri.

Questi postulati e considerazioni, mettono li una specie “linea guida” per il comportamento e l’andamento nella vita (come e cosa si pensa di se e degli altri, con conseguente comportamento ed atteggiamento); beh, in questo momento io ho in corso molte modifiche di pensieri ed atteggiamenti nei miei confronti e nei confronti di altri. Si stanno “mettendo per il meglio” molte cose nel mio universo. E questo mi sta piacendo molto.

Sul Ponte ho rimosso moltissime considerazioni e postulati e calcoli (con mitico “nuovo” Grado 4  (un’esclusività del movimento Indipendente, in realtà solo l’originale grado 4 di LRH), ho rimosso tanti  SF (n.d.r. Facsimili di Servizio), in modo molto ampio e “devastante” (rispetto al grado 4 della chiesetta che a paragone è solo un sbuffo di fumo). Ma qui con questa attestazione di Clear, una certezza che ho sentito molto precisa nel mio ciclo di attestazione, semplicemente si stanno risistemando “cose” (pensieri, considerazioni, conclusioni inesatte per mancanza di certezza e verità… tutto ciò solo per questa attestazione e certezza. Tali sistemazioni sono possibili grazie anche “solo” alla forza di un riconoscimento.

Finisco dicendo che “La certezza di Clear” è veramente cosi tanto importante: un punto ben determinato per poter progettare poi il nuovo percorso che c’è da fare, verso sempre maggior libertà. Libertà che ha questo punto considero semplicemente essere “sempre più verità”.

Grazie a tutto il movimento Indipendente, che è ben simboleggiato dal “nostro” blog La Reception, per la costante presenza, per il costante messaggio di speranza: “si può fare e lo stiamo facendo”.

Grazie a me stesso e grazie a tutti; a questo punto posso dire: “Very, very good well done!”

 

M.

simbolo-di-infinito-(1c)

 

Perché Clear?

 

Mi sento in pace con me stessa, nel rispetto delle richieste del mio body: cenetta tranquilla e rigenerante, relax a letto già da ora. Regalo energia chimica e fisica al mio mezzo di azione in questa vita. Il mio corpo che ora ascolto di più perché mi occorre per le mie missioni.

 

Tutto è così meravigliosamente naturale: riscopro una condizione che ho già vissuto in altra vita, o forse in questa, appena nata, non so. Mi sento libera e in pieno potere delle mie abilità. Felice e curiosa di poter scolpire il mio futuro godendomi il presente!

 

Eccomi sono Clear! Lo sono dal……. Ho riscoperto oggi come sono libera dalla mente reattiva, come sia bello decidere di voler “provare le emozioni” per rendere onore al mio body e rispettarlo, e contemporaneamente poter creare io la realtà che voglio attraverso i miei postulati. Decisi e senza incertezze, con date precise e azioni immediate.

Molto semplice, naturale e potente!

Ora voglio tenere alto il mio tono e divertirmi!

Grazie al mio Auditor! (kiss)

A.

simbolo-di-infinito-(1c)

 

Tumultuose le onde che governavano i mari ignoti della mia mente, mentre all’orizzonte una nebbia di paure e dubbi rendeva incerto il mio presente.

Poi d’un tratto la scarica che attendevo da tempo.   Adesso il silenzio.   Adesso la quiete.   Adesso la pace.   Estasi.

Non mi soffermerei oltre su tutte queste belle condizioni di esistenza.   Mi focalizzerei sull’ADESSO!   Credo non esista dono più potente dell’essere radicati nel tempo presente.  Mi sento finalmente stabile!  Sono il punto fermo in mezzo al caos.

Immobile dal mio punto di vista, mentre la vita si evolve davanti a me quasi fosse la pellicola di un film.   Tutto scorre mentre io sono fermo, concentrato e capace di delineare i contorni di ogni evenienza, riuscendo così ad averne il controllo.

Dentro di me percepisco tanto amore e, quando mi trovo solo con me stesso, mi sento cullare da un profondo sentimento che potrei definire quale un misto tra gratitudine e gioia.

La testa è così leggera che sembra di non averla più.

Mentre gli altri si focalizzano sui rischi e rimangono bloccati dalla paura, la mia mente viaggia ad alte velocità, fornendo soluzioni in base ai diversi possibili scenari, delineando così la strategia più efficiente.

Dovessi riassumere lo stato attuale in poche parole, lo definirei così:   essere completamente presi e totalmente distaccati allo stesso tempo.

PS:  Un grandissimo ringraziamento a Guido e Marisa che hanno sempre creduto in me nonostante fossi un ragazzino che sentiva parlare di Scientology per la prima volta, senza aver mai messo piede in una chiesa ufficiale. Tanta gratitudine nei confronti del mio Auditor R. che stimo molto e in cui ripongo completa fiducia.

Grazie a La Reception per avermi messo in contatto con il mondo indipendente e Paolo per il suo ruolo di timoniere del caso. Un caro saluto anche ad altri amici che mi hanno sempre ascoltato e che ho provveduto personalmente ad aggiornare su ogni mio successo ottenuto.

M.

the bridge (2)

 

 

 

11 commenti

Archiviato in Casa Minelli, DATI STABILI, LRH, Scientology indipendente, SUCCESSI, Tecnologia Standard

Paletti reali, virtuali e metaforici

bird fly out

Cari amici, lettori, osservatori, condomini, esegeti, apologisti, denigratori, trolls e astanti indefiniti e/o indefinibili; mi rivolgo indistintamente a tutti voi.

Dopo questi 6 anni di blog, nato per un’esigenza di libertà e indipendenza, anche dal campo “indipendente”, da un’idea o meglio esigenza di mio figlio Francesco, è mio personalissimo desiderio fare il punto della situazione, valutando risultati e aspettative. Rinfrescherò anche alcune regole, dettate dal buon senso, che desideriamo ( giusto per usare un verbo morbido ) vengano rispettate.

Sto esprimendo il mio punto di vista, senza pretese di dogmatismi  ( che fanno così tanto chiesa ), anzi vi invito fin da subito ad esprimere il vostro, nei limiti della decenza, intelligenza e buon gusto, i “ paletti “appunto, del titolo.

Il primo punto che desidero sottolineare è che qui si parla e si discute di SCIENTOLOGY, non di giardinaggio, yoga, pnl, la madonna, musica o quant’altro; per esempio a me piace la musica, a Marisa il giardinaggio, ma di questi argomenti ne parliamo in altre sedi. Non ci interessa fare pubblicità progresso ad altri argomenti, per quanto interessanti possano essere e per quanto ci possano essere più o meno graditi. Sono semplicemente fuori dallo scopo del blog LaReception.

Potete leggere per esteso lo scopo qui: https://lareception.wordpress.com/scopo/

Perciò, come scritto nei classici annunci economici: “astenersi perdi tempo”.

Molto spesso i gruppi indipendenti e i loro blog di riferimento soffrono di quella fastidiosa malattia chiamata “intolleranza” che non fa di certo bene a Scientology in senso lato e neppure alla crescita del movimento stesso.

La ricerca di una presunta perfezione tecnica non è una scusa per non fare nulla di concreto e di fatto ferma. Fa parte del DNA stesso di scientology evolversi nel tempo facendo tesoro di esperienze e risultati. Ricordate cosa scrisse LRH alla fine del libro uno a proposito del costruire un ponte migliore?

A differenza della chiesa, dove la libertà di pensiero è un vuoto slogan in quanto, se non ti adegui alla “intenzione del comando”, vieni mandato in etica e ti è impedito proseguire sul ponte finché non ti allinei, nel campo indipendente esiste il potere di scelta e il diritto sacrosanto di avere le proprie opinioni.

Ritengo che il nostro sia un blog tra i più tolleranti, a detta almeno di tante persone che seguono noi e altri siti che trattano di scientology.

E’ bene che una persona possa valutare liberamente e farsi la propria opinione, che determinerà poi il cammino che vorrà intraprendere.

Per tolleranza intendo il rispetto dei punti di vista, il concedere di essere e la capacità di valutare una persona in base alle sue proprie motivazioni, alle sue azioni e ai risultati di queste.

Dato il carattere stesso di un blog, dove la comunicazione avviene attraverso un via e non direttamente, è facile costruire un’immagine di sè idealizzata, che affascina o che attira rendendosi “interessante”. Un contatto il più possibile diretto permette valutazioni più accurate.

Perciò, quando una persona si rivolge a noi per avere Scientology, vogliamo conoscere le sue vere motivazioni e intenzioni, e lo stesso potrà fare lui nei nostri confronti.

Sappiamo che possiamo aiutare, abbiamo i mezzi e le persone per farlo, c’è un sacco di gente consapevole del valore di scientology ma che evita la chiesa “ufficiale” perché ha capito quanto perversa sia diventata.

Quando incontro una persona nuova, e vedo rinascere in lui la speranza di libertà con una scientology non più negata, mi si riempie il cuore di felicità e questo mi ripaga per i tanti travagli che io e la mia famiglia abbiamo dovuto attraversare durante il processo di emancipazione dalla chiesa.

Sarebbe certamente stato più comodo e indolore defilarsi quietamente, come tantissimi hanno fatto e continuano a fare, ma forse quell’orgoglio o senso dell’onore insito nei nostri animi ribelli ci ha spinto a non arrenderci ma, al contrario, darci da fare per riportare in esistenza le condizioni originarie per avere una Scientology disponibile per chiunque sia di buona volontà .

E i risultati ci sono e si vedono, auditor indipendenti stanno operando in varie zone d’Italia; quotidianamente ci sono persone che si siedono su “quella” sedia e, dopo il fatidico: ”Questa è la session!”, si avventurano in quel magico reame che sta un centimetro dietro la loro fronte, … o più in là. E c’è anche chi si addestra, gruppi si stanno formando.

Il Blog è una porta d’ingresso a tutto ciò, sta a chi è interessato varcarne la soglia e scoprire cosa c’è dietro!

Buon proseguimento!

Guido Minelli

78 commenti

Archiviato in Casa Minelli, DATI STABILI, LRH, OT, Scientology indipendente, Tecnologia Standard

Buon Compleanno Ron

Ron e family

10 commenti

13 marzo 2016 · 09:05

PROCEDIMENTI DI GRUPPO

SIETE SCIENTOLOGIST INDIPENDENTI ? PENSATE CON LA VOSTRA TESTA !

Da “Dianetics di gruppo” nel libro – Note sulle Conferenze.

“Questi principi di linea di fatto costituiscono una scoperta sui gruppi paragonabile alla scoperta degli engram negli individui.

Il chiarimento di tali momenti di turbamento viene fatta semplicemente esponendo tutti i suoi aspetti aspetti alla vista generale di tutti gli individui che compongono il gruppo.

Questo sforzo di dare procedimenti sarà completamente vanificato se l’auditor prestasse una qualsiasi attenzione alla considerazione che il pubblico o che altri gruppi possono avere del gruppo, la reputazione di ogni individuo coinvolto nel momento di emergenza, o qualsiasi idea che possa turbare fortemente i membri del gruppo stesso alla scoperta di certi fatti riguardo i suoi membri.

Il  punto Caratteristico di questa agitazione o turbolenza, l’engram del gruppo, è che contiene informazioni soppresse o fuori vista.

Se in un qualsiasi momento l’auditor del gruppo sopprimesse informazioni o le colorasse in un qualsiasi modo, una parte di quell’engram rimarrà, e alla fine si entrerà in una situazione dove l’engram stesso viene lasciato in uno stato di stimolazione in cui potrà fare più danni di quelli che avrebbe fatto se non fosse mai stato percorso.

Gli auditor del gruppo, devono essere composti di persone completamente addestrate sugli ideali, la razionalità e l’etica del gruppo, e la cui integrità non sia messa in discussione dal gruppo. Il punto focale dell’auditor del gruppo è l’onestà e la verità, e dati non soppressi, non colorati, non patinati.

Solo in questo modo si può fare un buon lavoro di auditing. L’auditor del gruppo sta scoprendo cosa è stato fatto al gruppo e lo sta percorrendo.

Non c’è bisogno di passare più volte su questi engram, al di là di esporre le informazioni con competenza e completamente alla vista di tutti, e permettendo a tutti i membri del gruppo di discutere quelle informazioni come desiderano”.

L . RON HUBBARD

 

 

È ovvio che abbiamo bisogno di audire il nostro engram di gruppo.

Perché non ci prendiamo responsabilità per gli engram che abbiamo inflitto a una società in nome di Scientology?

È sufficiente dire “è stato il GO” o “è stato il CMO“.

Alcune persone sentono che è sufficiente semplicemente addestrarsi e audire.

La maggioranza lo dovrebbe fare, ma c’è anche l’obiettivo difficile di ottenere l’accettazione del pubblico e riparare al danno che e’ stato causato.

Non si fa infiltrando le agenzie governative, e nemmeno adottando un’attitudine superiore ai “WOG”, e nemmeno maltrattando lo staff.

Dobbiamo ammettere che il gruppo a cui appartenevamo ha avuto una rottura psicotica di terza dinamica, e anche se la Chiesa dicesse “non lo faremo più” non ci sarebbe di grande aiuto.

Probabilmente l’unica soluzione e’ come sempre, maggior comunicazione e comprensione.

L’essere da Esempio e’ un ottimo modo per rendere l’ambiente intorno a noi, un luogo bello dove stare…..

331 commenti

Archiviato in Casa Minelli, DATI STABILI, LRH, Scientology indipendente

Buon Natale

Buon Natale a tutti voi, siate da esempio… Sempre.

Much Love

Francesco 

2 commenti

Archiviato in Casa Minelli

Una tesi da 110 e lode, bibliografia e sitografia

Bene, eccoci giunti al termine della pubblicazione della Tesi di Eleonora, siamo decisamente soddisfatti della visibilità che ha ottenuto e crediamo che abbia contribuito a fare un pò più di chiarezza su cosa sia Scientology e sulla differenza esistente tra la Filosofia di Scientology e la Chiesa che pretende di averne il monopolio. Crediamo che questo sia un documento prezioso e che continuerà ad essere di riferimento anche nel futuro per tutti gli appassionati ricercatori di verità.

Le Mete di Scientology

“Una civiltà senza pazzia, senza criminali e senza guerre, in cui le persone capaci possano prosperare e gli esseri onesti possano avere dei diritti, in cui l’uomo sia libero di innalzarsi a più elevate altezze.”  L.R.H.

 

bibliografia

BIBLIOGRAFIA

Pietro Aldi, Una nuova mania degli americani: la DIANETICA, in “Selezione Scientifica”, a. III, n. 2

 

Campbell A. Heidi, Introduction, in Campbell A. Heidi, Digital Religion, Abingdon, Routledge, 2013

 

Campbell A. Heidi, When Religion Meets New Media, Abingdon, Routledge, 2010

 

Dorthe Refslund Christensen, Scientology an Self-Narrativity: Theology and Soteriology as Resource and Strategy,  in Lewis R. James, Scientology, New York, Oxford University Press, 2009

 

Douglas E. Cowan, Researching Scientology: Perceptions, Premises, Promises, and Problematics, in Lewis R. James, Scientology, New York, Oxford University Press

 

Grieve G., Religion, in Campbell A. Heidi, Digital Religion, Abingdon, Routledge, 2013

 

Hubbard L. Ron, Dianetica, Roma, Gherardo Casini, 1951

 

Hubbard L. Ronald, Dianetics, Scienza moderna della salute mentale, Milano, Editoriale ARC, 1982

 

Krüger Oliver, “Discovering the invisible Internet”, in “Online – Heidelberg Journal of religions on the Internet 1.1”, 2005

 

Lewis R. James, Introduction, in Lewis R. James, Scientology, New York, Oxford University Press, 2009

 

Lövheim Mia, Identity, in Campbell A. Heidi, Digital Religion, Abingdon, Routledge, 2013

 

Melton J. Gordon, The Church of Scientology, Torino, Signature Books, 2000

 

Origlia Dino, Dianetica, la <<scienza nuova>> di Hubbard, in “Epoca”, a. II, n° 59, pp. 28-30

 

Pace Enzo, La comunicazione invisibile, Torino, Edizioni San Paolo, 2013

 

Pauline Hope Cheong, Authority, in Campbell A. Heidi, Digital Religion, Abingdon, Routledge, 2013

 

Poggi Isotta, Alternative Spirituality in Italy, in Lewis J, Melton G., Perspectives on the New Age, New York, State University of New York Press, 1992

 

Urban C. Hugh, The Church of Scientology. A History of a New Religion, Princeton, Princeton University Press, 2011

 

Vecoli Fabrizio, La religione ai tempi del web, Bari, Laterza, 2013

 

SITOGRAFIA

D’Agostino Fabrizio, http://www.romanotizie.com/2011083124045/scientology-ci-scrive-fabrizio-d-agostino.html, 12 giugno 2014

D’Agostino Fabrizo, http://guide.supereva.it/i_ching_e_tarocchi/interventi/2007/02/285457.shtml, 4 giugno 2014

 

http://en.wikipedia.org/wiki/Advanced_Ability_Center, 13 gennaio 2014

 

http://eticaeverita.wordpress.com/, 3 febbraio 2014

 

http://indipendologo.wordpress.com/, 20 novembre 2013

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Mauro_Biglino, 20 ottobre 2014

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Xenu, 4 dicembre 2013

 

http://italian.scientologyhandbook.org/sh4_1.htm, 3 agosto 2014

 

https://lareception.wordpress.com/, 8 marzo 2014

 

https://lareception.wordpress.com/chi-ce-dietro-miscavige-e-la-chiesa-di-scientology/, 28 dicembre 2013

 

https://lareception.wordpress.com/dichiarazioni-di-indipendenza-

italiane/, 28 dicembre 2013

 

http://maurobiglino.it/info/, 1 ottobre 2014

 

http://ronsorg.ch/buecher/miraclesforbreakfast.pdf, 20 febbraio 2014

 

http://settore9.jimdo.com/, 17 agosto 2014

 

http://www.antisectes.net/usa-vs-msh-appeal-memorandum.htm, 15 ottobre 2014

 

http://www.eticaeverita.org/, 16 febbraio 2014

 

http://www.freezone.org/reports/e_mayool.htm, 20 ottobre 2014

 

http://www.ronsorg.com/, 5 ottobre 2014

 

http://www.ronsorg.com/english/chartaenglish.html, 17 ottobre 2014

 

http://www.ronsorg.com/english/linksenglish.htm, 17 ottobre 2014

 

http://www.ronsorg.com/images/ronsorgengl.pdf, 17 ottobre 2014

 

http://www.scientology.it/faq/scientology-and-dianetics-auditing/what-is-auditing.html, 5 luglio 2014

 

http://www.scientology.it/what-is-scientology/basic-principles-of-scientology/eight-dynamics.html, 5 luglio 2014

http://www.video.mediaset.it/video/verissimo/servizi/321959/i-padroni-dellanima.html, 20 novembre 2013

http://xenu.com-it.net/trib.htm, 6 maggio 2014

 

http://xenu.com-it.net/txt/diventarestaff.htm, 5 marzo 2014

 

http://xenu.com-it.net/txt/narconon_aiutospa.htm, 4 febbraio 2014

 

http://xenu.com-it.net/txt/oca.htm, 30 gennaio 2014.

 

https://lareception.wordpress.com/corsi-auditing/, 20 dicembre 2013

 

Introvigne Massimo, http://www.cesnur.com/i-movimenti-dei-dischi-volanti/corrado-malanga-e-il-coordinamento-stargate-italiani/, 10 settembre 2014

 

Introvigne Massimo, http://www.cesnur.com/religioni-e-movimenti-del-potenziale-umano/la-chiesa-di-scientology/, 21 settembre 2014

 

Introvigne Massimo, http://www.cesnur.org/2001/scient_01.htm, 12 settembre 2014

 

Lewis R. James, https://www.academia.edu/6735974/Free_Zone_Scientology_and_Other_Movement_Milieus_A_Preliminary_Characterization, 18 novembre 2014

 

Morena, http://guide.supereva.it/i_ching_e_tarocchi/interventi/2009/05/285162.shtml, 4 giugno 2014

 

Paderni Pier, http://www.andromedalibrary.org/eventi/iiideg-festival-artistico-il-ritorno-di-re-arcobaleno, 24 giugno 2014

 

Paderni Pier, http://www.youtube.com/results?search_query=pier+paderni, 3 novembre 2013

 

Paderni Pier, http://www.youtube.com/watch?v=JLgoeuHalvs&list=UUxtEr5CJjuwgqga87A6fuRw, 3 novembre 2013

Rinder Mike, http://www.mikerindersblog.org/ot-ix-x-promises-promises/, 2 giugno 2014

Roson Elisa, http://www.news-forumsalutementale.it/l%E2%80%99osceno-comitato-dei-cittadini-per-i-diritti-umani/, 24 settembre 2014

 

https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20110522120119AAdGM58, 20 novembre 2014

 

http://indipendologo.wordpress.com/2010/09/29/david-mayo-una-lettera-aperta-a-tutti-i-scientologists/, 4 novembre 2014

 

http://indipendologo.wordpress.com/2012/02/23/e-la-stampa-italiana-scopre-gli-indipendenti/, 21 giugno 2014

 

Colonna Federica, http://www.libertiamo.it/2012/04/28/benvenuti-in-italia-dove-il-web-e-ancora-una-novita/, 13 settembre 2014

 

Ortega Tony, http://tonyortega.org/2013/04/13/the-saga-of-david-mayo-scientologys-banished-tech-wizard/, 14 luglio 2014

 

B.A. Robinson, http://www.religioustolerance.org/acm1.htm, 21 ottobre 2014

4 commenti

Archiviato in Casa Minelli

Una Tesi da 110 e lode, quindicesima parte

Baroni-Universitari

Eccoci arrivati quasi alla fine del lavoro di Eleonora,

cosa ne pensano gli studiosi di Scientology?

 

 

CONCLUSIONI

 

Nell’introduzione al suo libro del 2011 Hugh Urban inserisce un sottotitolo a mio avviso interessantissimo: “The world’s most controversial new religion and why no one writes about it”.

In questa introduzione lo stesso Urban nota come a parte i casi di alcuni storici delle religioni come J. Gordon Melton e James Lewis, non si è mai parlato di Scientology  in modo approfondito.

E tra gli scritti in circolazione si notano due atteggiamenti estremi e opposti nell’approccio a questa religione:

 

  • Da una parte troviamo i critici che considerano la Chiesa come un culto mangia-soldi e pericoloso;
  • Dall’altra troviamo una parte degli scritti accademici (soprattutto negli Stati Uniti) che si sono esposti sull’estremo opposto presentando la Chiesa sotto una luce unicamente positiva.

 

A questo modo di vedere la Chiesa di Scientology, l’autore oppone quello che lui chiama una combinazione tra l’ermeneutica del rispetto e l’ermeneutica del sospetto.

 

“By hermeneutics of respect, I mean that I am a firm believer in the First Amendment, religious freedom, and the wonderful diversity of religious worldviews that make the United States such a rich and vibrantly pluralistic democracy. As such, I approach Scientology, like all religious groups, with an attitude of symphathetic respect and a genuine effort to take its claims seriously. By a hermeneutics of suspicion, however, I mean that we should also not be afraid  to ask difficult, critical questions of groups such as Scientology (as well as “mainstream” religions)[1]”.

 

Nel lavoro da me portato avanti ho cercato di seguire questo tipo di schema ideale e ho cercato di approcciarmi a Scientology sia con grande rispetto, sia prendendo in considerazione le testimonianze critiche.

Nel corso della stesura però, mi sono dovuta scontrare anche con un particolare disinteresse dimostrato dal mondo accademico nei confronti della Chiesa di Scientology, lo stesso aspetto da me notato è ben esemplificato da un episodio narrato da Lewis nel suo libro su Scientology:

 

During the lead-in to a cable news program I watch on a semiregular basis, it was announced that they would be including a segment on the Cruise-Germany incident that would feature a  research professor from a respected university. The researcher was billed as aScientology expert.” This piqued my curiosity. In the early stages of the present book project, I had invited most of the relevant mainstream academicians to contribute chapters. I was thus quite surprised that I did not recognize the name of the guest expert.

When I finally saw the interview, I was even more surprised to hear this “expert” mouthing popular simplistic stereotypes about “cults,” rather than presenting reputable, scholarly information. He emphasized standard negative information about Scientology, such

as the Guardian Office’s covert infiltration program (neglecting to mention that the Church eventually shut down the Guardian’s Office and disciplined the individuals responsible for illegal activities). He even went so far as to depreciate Tom Cruise’s intelligence, as if Mr. Cruise’s membership in the Church of Scientology was prima facie evidence that he was not very bright. I found this latter item especially distasteful. Whatever one’s personal evaluation of a particular religious group, no responsible academician would give voice to unsupported insults about a member of such a group in a public forum. So after the program concluded, I looked up the guest online and discovered he was a computer scientist rather than a sociologist or a religious studies scholar. I also discovered he had never written anything on Scientology that had appeared in a scholarly publication (though I did find out that he had previously spoken about Scientology on prior episodes). Obviously, the mere fact that he is affiliated with a good university in no way qualifies him to speak as an authority on nontraditional religions anymore than—in the absence of an appropriate background—my affiliation with a university qualifies me to speak authoritatively about computer science[2]”.

 

Il fatto che pochi studiosi scrivano di Scientology è attestato anche nell’inizio del saggio di Douglas E. Cowan presente all’interno del libro edito da Lewis:

 

This chapter began, as I suspect many do, in a bar. A number of years ago, at the annual meeting of the American

Academy of Religion, three colleagues and I were sitting over drinks with a representative of the Church of Scientology, and at one point she asked, “Why don’t academics write more about Scientology?” With neither hesitation nor consultation, we all answered virtually in the same breath, “Because you threaten to sue us if we say things you don’t like!” Although that may have overstated the case a wee bit, the point was clear: Among academics there is the perception, at least, that research into the Church of Scientology does not come without

costs, and that for many scholars those costs appear simply prohibitive. Media stories about the difficulties encountered by journalists who write about the Church, clear if relatively isolated incidences of attempted interference in the academic process, and watercooler conversations about different experiences colleagues have had all contribute to this perception. And this is extremely unfortunate, because the Church of Scientology is an important new religious movement fora number of reasons, and one that is deserving of the kind of careful social scientific investigation that has been conducted in other groups.

Four interrelated elements comprise what I am calling the research problem of the Church of Scientology: (1) the perceptions of the Church, both positive and negative, that inevitably inform any research agenda; (2) the premises on which such research ought to be conducted; (3) the promises that are implicit in it for the field of NRM studies (and, not insignificantly, I would suggest, for the Church itself); and (4) the problems encountered because of a paucity of data, and either the unwillingness of Church members and officials to cooperate in social scientific research or interference from the Church as research proceeds[3]”.

 

Per Cowan la mancanza di materiale scritto da accademici riguardo alla Chiesa di Scientology deriva dai problemi inerenti quattro fattori:

 

  • Le percezioni della Chiesa, sia positive che negative, che inevitabilmente riempiono ogni ricerca;
  • Le premesse sul modo in cui questa ricerca dovrebbe essere condotta;
  • Le promesse che sono implicite nel campo dei nuovi movimenti religiosi (e per la Chiesa stessa);
  • I problemi incontrati per una pochezza di dati e la riluttanza dei membri della Chiesa a collaborare in un campo scientifico.

 

Riguardo al primo caso Cowan si preoccupa del modo in cui interpretare le statistiche e i dati riportati dalla Chiesa, mettendo in gioco il fatto che siano falsificabili o meno; e quindi di conseguenza sul modo in cui percepire la Chiesa di Scientology nel mondo.

Riguardo a questo argomento io mi sono mossa in un modo consigliato dallo stesso autore: attraverso un lavoro di campo e attraverso un’analisi più accurata del mondo della “Indie Scientology”, che quasi tutti gli studiosi lasciano inesplorata, mi sono basata più sui dati etnografici che su quelli emessi dalla Chiesa.

Questa scelta, per quanto possa sembrare avventata, mi ha permesso di estrapolare i dati cercando di ridurre ogni pregiudizio di sorta.

In poche parole, ho cercato di ascoltare con attenzione le voci emiche degli interni alla Chiesa e degli interni agli indipendenti; cercando di non far girare tutte le mie elaborazioni intorno alle critiche al movimento. Per di più riguardo questo argomento devo citare un caso: Simonetta Po, autrice del blog “Allarme Scientology” ed ex-membro della Chiesa, intrattiene dei rapporti con gli indipendenti italiani, i quali mi hanno informata di come la sua opinione riguardo Scientology come filosofia/tecnologia si sia decisamente alleggerita rispetto al passato.

In questo lavoro ho dato la precedenza al delineare la storia del movimento all’interno del panorama italiano, tralasciando alcuni argomenti che spero di approfondire in delle future ricerche; ma questo mi ha portato a cercare di andare oltre quello che Cowan definisce “the “member-versus-ex-member” debate” che “has been raging in the field of new religions studies for a few decades now. Recognizing that, stated thus, “emic” and “etic” are both imperfect categories, my contention here is two-fold: first, there must be an healthy hermeneutic of suspicion displayed toward each side in the debate; but, second, and this is the more important point, as many of these different and disparate voices as possible must

be included in a comprehensive research program[4]”.

 

Nello stesso saggio dice quello che segue:

 

In Cyberhenge: Modern Pagans on the Internet (Cowan 2005), I introduced a modest theoretical approach to understanding further certain aspects of religious organization, development, and behavior. Based on the open source model of computer programming, I make a distinction between what I am calling “open

source” and “closed source” religious traditions. Although these are endpoints on a heuristic continuum and not meant to represent any kind of ontological duality, put simply, open source traditions are those in which the “source codes,” the fundamental building blocks of the religion, are open to adaptation and modification by religious participants; closed source traditions, on the other hand, restrict deviation from the source codes either partially or entirely. In this theoretical model, the Church of Scientology is the quintessential closed source tradition. In closed source terms, for example, and despite the fact that it has been modified over the course of the Church’s development, the foundational practice of Scientology—auditing—is believed to be 100 percent effective only so long as it proceeds in strict accordance with the instructions laid down by Hubbard himself, principally in Dianetics, but also in the voluminous reports, updates, and memoranda he issued throughout his career[5]”.

 

Riguardo questo argomento credo che la mia ricerca, che ha indagato in buona parte la realtà della “Indie Scientology”, dia un’immagine di Scientology diversa: nel caso di Paolo e Richard abbiamo visto come all’interno della tecnologia di Hubbard sia prevista l’idea del rimodellamento e del cambiamento della tech. Questa idea creativa di Scientology non è trapelata da nessun saggio o libro al riguardo, cosa che probabilmente deriva dalla mancanza di un vero e proprio studio che si sia concentrato su questo aspetto della creatura di Hubbard.

Questo principio creativo è stato ancora di più acuito dalla presenza della “Indie Scientology” in rete.

Tutta questa realtà creativa è ancora di più sviluppata nell’ambito indipendente da una specie di “ribellione” al fondatore, figura che come abbiamo visto nelle parti precedenti di questo lavoro, è ridimensionata da persone come Paolo.

 

Nel suo saggio presente nel libro di Lewis, Dorthe Refslund Christensen parla della libertà di interpretazione in un sistema di credenze come quello di Scientology, basandosi anche sull’opinione di alcuni studiosi, come Whitehead, che fanno derivare le differenze nella visione del mondo da parte degli scientologist in base al grado raggiunto sul “ponte”.

L’autore è convinto che più che il livello sul “Ponte”, le differenze tra gli scientologist derivino dai due tipi di rappresentazioni messe in gioco dalla mente umana secondo le argomentazioni dello psicologo cognitivo Justine Barrett.

Per lo psicologo ci sono due tipi di rappresentazioni religiose:

 

  • La correttezza teologica (es. quando uno scientologo dice “Ron disse… “ o “Ron ha scritto…”);
  • Le rappresentazioni soggettive (quando la pratica di Scientology entra nel linguaggio, nella formulazione di pensieri, e nel comportamento in modo inconscio).

 

Di solito la seconda tipologia di rappresentazione oltre che essere quella più reale e presente nella vita dell’individuo, è anche quella che in molti casi si discosta dal primo tipo, cioè la correttezza teologica.

Basandosi su questi presupposti, l’autore riconosce tre punti fermi nelle rappresentazioni degli scientologist che riporta nel brano che segue:

 

What exactly is it, then, that Scientologists do, in fact, share? Which representations are basic? I have tried to analyze and systematize the representations on all kinds of issues from Scientologists I have talked to across a ten-year period in order to figure out which basic premises or fundamental ideas these individuals share. How can Scientology as a soteriological system be a rigid, hierarchic, and thoroughly organized system with apparently no space for individual strategies and, at the same time, be an open system with plenty of space for individual strategies? I will argue that there are (only) three basic ideas shared by all Scientologists no matter at what level at the Bridge. These ideas are always, implicitly or

explicitly, in some way present in their representations and must be in order to make sense of the ritual participation standing in the center of Scientological religious practice.

First, every Scientologist has a notion of him- or herself as a spiritual being, in Scientology referred to as a thetan. The thetan is immortal and, in his 14 native state, capable of being “at cause” in all kinds of decisions and actions with no physical, mental, spiritual or practical boundaries or limitations to realizations of his will. No matter how Scientologists formulate this idea—some can represent it in a very sophisticated and theologically correct way according to their stage on the Bridge, whereas others only have a certainty, however vague, that they are indeed spiritual beings who have, for some reason, come out of the ideal state—the notion of the thetan is always present, and without this notion the fundamental premise for the second common notion is totally lacking. This second notion is the time track. The time track is, basically, a set of ideas about reincarnation and karma. The thetan, that is, the individual as a spiritual being, has coexisted with physical bodies throughout the history of this and other planets. 15 Every single experience, be it physical, mental, or spiritual, that the individual has had throughout his or her total history, makes up the time track—and millions of millions of units of experience are affecting the life of the individual in this actual incarnation. Experiences are restimulative— that is, they are activated in situations that the individual, in his or her present state, is not capable of controlling. This is damaging, not only to personal wellbeing and down-to-earth happiness in the present incarnation, but, in a larger perspective, to spiritual and personal development and ultimate salvation. The notion of the time track is fundamental to the ritual practice of auditing because auditing sessions, according to Scientology, help the individual address his or her large-scale past in order to become aware of his or her history and reorganize it as ordinary experience free of self-triggering mechanisms. In the perspective of this chapter, I see auditing not as a process for actual transformation as Scientologists see it, but as providing room for the production of individual mythological bits and pieces that make sense of the individual’s present life and condition in a perspective in which roots and routes can be produced—a ritual space in which the individual can experiment with different kinds of representations about her- or himself. He or she tells stories— inventing 112 theoretical and quantitative approaches pieces of past, memories in bits, roots, to decide whom to be (routes)—to make a personal reservoir of ideas about oneself and one’s past. This reservoir for selfnarrativity can be drawn from when necessary. The third idea shared by all Scientologists is that founder L. Ron Hubbard was a very special human being who educated himself in all kinds of wisdom (Eastern religion and Western science and philosophy), thereby making available for his fellow men a safe path to mental and spiritual freedom.  According to Scientology, Hubbard did not invent the truths taught by Scientology—he discovered them. He streamlined the salvational path so that today everyone can walk the Bridge and cross the gap from misery, pain, and lack of awareness and presence to the other side, increasing spiritual awareness of one’s true self. This notion of Hubbard is the reason for the gratitude Scientologists feel for Scientology’s founder and originator—or, to put it Scientologically, the Source[6]”.

 

Personalmente credo che l’approccio di Christensen sia molto utile e ho cercato di rivolgere la mia attenzione verso il modus vivendi delle persone da me intervistate e contattate.

Questo mi ha portato a vedere il mondo di Scientology in modo diverso dall’autore su alcuni punti che illustrerò di seguito:

 

  • La mia attenzione si è rivolta in particolar modo al movimento indipendente, anche se non sono mancati contatti con quello della Scientology ortodossa, e questo mi ha condotto a riconsiderare i tre punti fermi che l’autore descrive nel brano precedente;
  • A mio avviso, seguendo in questo il pensiero di Whitehead, il grado di una persona sul ponte influisce drasticamente sul suo modo di vedere il mondo e la sua stessa pratica spirituale (argomento affrontato nella terza parte di questo scritto);
  • Credo che il mancato interesse verso il mondo indipendente e la sfumatura che vige tra questo e la Scientology ortodossa abbia creato un certo “dogmatismo accademico” quando si parla di essa.

 

Riguardo il primo punto devo dire che il mio lavoro con la “Indie Scientology” mi ha portato ad avere uno sguardo diverso dall’autore circa l’approccio con questa forma di spiritualità, e il mio lavoro di campo mi ha portato a vedere delle sfumature all’interno di Scientology che mi impediscono di accettare integralmente questi punti.

Il primo e il secondo punto sono da me condivisi, infatti sono punti presenti in tutti gli scientologi da me conosciuti: la consapevolezza di essere thetan, cioè esseri spirituali immortali; e la coscienza del circolo delle reincarnazioni.

Sul terzo punto, invece, il confronto non solo con gli indipendenti, ma anche con parte degli scientologist ufficiali mi porta a dissentire: per quanto la figura di Hubbard sia ovviamente importante anche per il mondo indipendente, una parte di esso ha un’idea del suo lavoro come di un lavoro di gruppo. Come ho avuto modo di descrivere precedentemente, una parte degli scientologi indipendenti non nega l’importanza di altri personaggi all’interno del movimento, come Mary Sue Hubbard e Captain Bill. Alla luce di questo credo che sarebbe interessante riformulare questo terzo punto prendendo atto della “Indie Scientology” fin troppo ignorata dagli autori.

Qualcuno potrebbe controbattere affermando che lo studio di Christensen si basa principalmente su membri della Chiesa di Scientology, ma io credo che l’ignorare la Scientology indipendente come movimento crei delle lacune all’interno degli studi sull’organizzazione di Hubbard, ignorando dati a mio avviso importanti come la presenza di scientologi indipendenti nella stessa Chiesa, che preferiscono rimanere anonimi per non subire ripercussioni.

 

Riguardo il mondo della “Free Zone”, ho trovato un solo articolo accademico recente di Lewis, “Free Zone Scientology and Other Movement Milieus:

A Preliminary Characterization”.

In questo articolo l’autore cerca di descrivere il fenomeno “Free Zone” tramite un parallelo con il concetto di “cultic milieu” di Colin Campbell. In questo frangente Lewis preferisce parlare di un “movement milieu”, un concetto all’interno del quale si possono distinguere delle particolarità che lo caratterizzano, che lo stesso autore definisce come una lista in divenire sperando in ulteriori evidenze empiriche future. Ecco la lista:

 

  • Primary Organization – Movement milieus tend to arise out of primary organizations that set the parameters for the larger milieu.
  • Secondary Organizations – The primary body often generates secondary organizations that schism of from the primary. Secondary groups can subsequently recruit participants who are not ex-members of the primary.
  • Emergent Organizational Sequences – Secondary organizations can, in turn, become primaries for yet other, newer tertiary groups and emergent sub milieus.
  • Milieus Lacking a Primary Body – Alternately, some movement milieus emerge around a cluster of similar, stable organizations that, while not schisms from each another, act together to set the parameters for the milieu.
  • Innovation vs. Primary Legitimacy – Former members of the primary can create innovative new secondary groups or, alternately, create secondary groups that claim to be the bearers of the primary organization’s unadulterated, original teachings.
  • Free Spaces – Organizations within a given milieu sometimes contain free spaces/social movement havens within which group members and/or independents can interact outside of the hegemony of organizational authorities. These free spaces often spill over into the relevant movement milieu.
  • Porousness – With some exceptions, movement milieus tend to be relatively porous subcultures within which individual participants – seekers, dabblers, marginal members and ex-members – can circulate. There are also a few milieus in which it is possible for diferent organizations to socialize and work together.
  • Communication – Like Campbell’s cultic milieu, movement milieus are held together by publications and by other sorts of communication networks. The chief diference from Campbell is that nowadays the primary vehicle for communication tends to be the Internet[7].

 

Nel suo saggio Lewis nota come il movimento di Scientology e della “Free zone” sia sostanzialmente un esempio di “movement milieu”, recentemente acuito dall’ingresso della comunicazione via web nella nostra epoca.

Ovviamente, come dice lo stesso autore, la lista precedentemente da me riportata, elenca delle caratteristiche non sempre presenti nella loro totalità all’interno di un “movement milieu”: in questo caso è esemplare il caso del rapporto tra la Chiesa ufficiale e la “Free zone”, poiché tramite il meccanismo di dichiarazione di persona soppressiva e di disconnessione, la “porousness” non è possibile.

 

L’impressione che ho avuto leggendo l’articolo, è che le informazioni che si riportano del movimento indipendente non derivino da una ricerca etnografica accurata, ma rappresentino delle informazioni raccolte in modo superficiale.

Per quanto la teoria del “movement milieu” sia calzante, permane l’impressione che l’autore si sia dedicato più alla raccolta di dati quantitativi piuttosto che qualitativi.

Personalmente credo che un approccio più qualitativo all’argomento non possa che migliorare e arricchire la ricerca su gruppi che molte volte sono stati descritti senza mai essere stati “conosciuti”.

 

Come abbiamo visto fino ad adesso, il mio lavoro si è occupato di una panoramica sul mondo di Scientology e la sua storia per poi proseguire in un’approfondita disamina della storia del movimento in tutte le sue sfaccettature in Italia.

Avendo scelto questo tema, ho ovviamente dovuto delimitare gli argomenti da trattare, ma credo che in futuro sarebbe interessante proseguire il lavoro iniziato concentrandosi su altri aspetti lasciati inesplorati.

Con questa mia ricerca, che voglio considerare in itinere, credo di aver dato una voce a mondi che si rivelano importantissimi per la ricerca accademica nel campo dei Nuovi Movimenti Religiosi e la loro commistione nella nostra contemporaneità.

In futuro rimangono molti argomenti da approfondire: le pratiche rituali di Scientology confrontate con quelle della “Indie Scientology”; le particolarità del movimento in Italia e quanto la cultura del paese in cui è praticata può influire sulla “religiosità” dei suoi membri (descritta dalla Chiesa di Scientology come uniforme); la visione che i media hanno e trasmettono della Chiesa di Scientology e dei suoi scismi in Italia e nel resto del mondo; ecc.

 

La mia personale opinione è che un “case study” come Scientology in Italia e dei vari “movimenti indipendenti” che caratterizzano questo fenomeno nel nostro paese e nel resto del mondo, sia un esempio utile al fine di comprendere in modo più approfondito gli schemi attraverso i quali si intendono religione e religiosità nel mondo contemporaneo e globalizzato; e come i concetti di queste “categorie” si siano evolute nel corso del tempo e attraverso la storia dei Nuovi Movimenti Religiosi.

Inoltre a tutto questo si aggiunge anche un intento epistemologico: il fatto che argomenti come Scientology e i suoi sottogruppi siano stati affrontati dagli studiosi con superficialità, dovrebbe essere un campanello d’allarme per il mondo accademico, affinché non faccia diventare schemi e modelli di cui si avvale, dei postulati.

La ricerca etnografica e il riesame dei dati risultano le leve per scardinare questi blocchi e per sviluppare nuove vie per l’analisi dei fenomeni.

Spero che la mia ricerca e le mie affermazioni possano essere lo stimolo per non arenarsi su modelli e preconcetti, e possano anche ravvivare l’interesse del mondo accademico italiano nei confronti dei Nuovi Movimenti Religiosi da cui sembra aver sempre preso le distanze, non rendendo giustizia alla loro presenza sul territorio nazionale.

 

Per ora ritengo opportuno in queste conclusioni schematizzare alcuni punti fondamentali della mia ricerca:

 

  • Scientology non è il monolite che la Chiesa ufficiale vuole far trapelare attraverso la sua retorica;
  • Il movimento indipendente è più corposo di quello che la Chiesa ufficiale e alcuni studiosi che si sono occupati di Scientology lasciano trapelare;
  • Il caso della “Indie Scientology” e della Chiesa di Scientology rappresentano un articolato “case study” per lo studio dell’interazione tra la religione e il web, dimostrando un legame indissolubile tra il mondo offline e online di una religione; a differenza di quanto detto da alcuni autori (come la stessa Heidi Campbell). Infatti le mie ricerche tra gli indipendenti italiani hanno dimostrato come il mondo online sia il riflesso di una rete sociale offline molto salda e ben costituita;
  • Ritengo assurda la poca importanza data al movimento indipendente da parte degli accademici, e ritengo che questo derivi da un far riferimento a modelli e schemi non supportati sempre da un accurato lavoro etnografico e di ricerca sul campo di stampo qualitativo;
  • Le poche ricerche che gli studiosi italiani dedicano al mondo dei nuovi movimenti religiosi sul suolo italiano manifestano la presenza di un buco da colmare, visto il consistente numero di persone vicine a queste forme di spiritualità. Lo sviluppo di un interesse accademico italiano nei confronti di queste realtà non potrebbe che beneficiare anche alla nostra stessa comprensione di varie dimensioni socio-culturali del territorio nazionale (un esempio fra tanti: la vicinanza degli scientologist indipendenti al Movimento Cinque Stelle);
  • A mio avviso un approccio antropologico al fenomeno rappresenta un punto di vista poco sfruttato per analizzare il mondo di Scientology, e approfondire le ricerche di questo tipo potrebbe rappresentare un cambio di prospettiva interessante e innovativo.

 

Alla luce di questo, mi auguro di poter continuare le mie ricerche in futuro e arricchire di altro materiale il mio lavoro.

 

[1] Urban C. Hugh, The Church of Scientology. A History of a New Religion, Princeton, Princeton University Press, 2011, p. 7

[2] Lewis R. James, Introduction, in Lewis R. James, Scientology, New York, Oxford University Press, 2009, pp. 3-4

[3] Douglas E. Cowan, Researching Scientology: Perceptions, Premises, Promises, and Problematics, in Lewis R. James, Scientology, New York, Oxford University Press, 2009  pp. 53-54

[4] Ibidem, p. 59

[5] Ibidem, p. 61

[6]Dorthe Refslund Christensen, Scientology an Self-Narrativity: Theology and Soteriology as Resource and Strategy,  in Lewis R. James, Scientology, New York, Oxford University Press, 2009, p. 111

[7]https://www.academia.edu/6735974/Free_Zone_Scientology_and_Other_Movement_Milieus_A_Preliminary_Characterization

328 commenti

Archiviato in Casa Minelli

Una Tesi da 110 e lode, quattordicesima parte

maschere

Capitolo 3 – L’identità, l’autorità e l’autenticità di Scientology in rete.

 

Per analizzare l’identità di Scientology nel mondo online, mi rifarò a un saggio di Mia Lövheim presente nella raccolta “Digital Religion[1]”.

In questo saggio si affronta in generale lo sviluppo degli studi sull’identità con l’avvento di Internet, per poi fare un focus sul modo in cui questi studi siano integrati nel contesto più specifico dell’identità religiosa.

Farò riferimento alla sezione del saggio definita “critical empirical studies”; cito testualmente:

 

“Cowan describes three varieties of online performance of identities. While for some individuals online religious identity is a ‘mask’ or performance that is primarily presented online, others use the web more ad an additional venue for their religious identity and integrate religious elements as part of their identities. Still others use the Internet to present themselves as spiritual experts or guides for others, in this way claiming an authoritative position. The fact that these online ‘instant experts’ may bypass traditional authorities or commercialize knowledge recirculated from the wider religious community often creates tensions with the traditional process of collective identity formation[2]”.

 

Heidi Campbell nell’introduzione allo stesso testo parla in questo modo del saggio:

 

“Mia Lövheim investigate show the Internet has been framed as a site of identity construnction, negotiation, and performance, offering unique opportunities and challenges for individuals and religious groups.

Within the study of identity a key concern is how individuals link their online and offline identities in the ways in which they use digital media. Lovheim suggests that scholars need to contextualize claims about religious identity on the Internet within broader understandings of the processes of social and cultural transformation at work within late modern society. She concludes that scholarship demonstrates that religious identity online is not that different nor completely disconnected from religious identity in everyday offline life. This means that, while the Internet enhances the possibility that individuals may practice religion outside institutional contexts, digital media also provide a space for anchoring one’s religious identity and helping one connect the online and offline in order to find and negotiate personal meaning in everyday life[3].”

 

La mia ricerca su Scientology nel web mi ha portato a prendere atto di un fatto: l’identità religiosa di uno scientologo è qualcosa che si costruisce online nello stesso modo in cui lo si fa contemporaneamente nel contesto offline.

Riguardo questo è da notare e analizzare la differenza che intercorre nel modo in cui si presenta la propria identità online e la questione dell’anonimato.

Nel caso della Scientology ortodossa ci troviamo di fronte due tipi di comportamenti:

 

  • Se si tratta di persone che occupano una posizione amministrativa importante all’interno della Chiesa, si tende a presentare la propria identità con nome, cognome, e ruolo;
  • Se si tratta di persone che scrivono su siti o blog privati ci troviamo di fronte a due atteggiamenti: chi essendo una personalità nota si firma con nome e cognome, e chi preferisce celare la sua identità dietro nickname o nomi che non rendono possibile un’identificazione.

 

La scelta di celare la propria identità o meno è sempre molto libera, e la cosa interessante è che le persone all’interno dei gruppi sembrano essere al corrente della realtà offline di ogni nickname.

La stessa cosa avviene anche nel mondo Indipendente: ognuno sa chi si cela dietro i nickname degli altri proprio perché si tiene sempre molto in considerazione il contesto offline celato dietro il blog o il sito.

Anche tra gli indipendenti la scelta di utilizzare o meno un nickname è libera, anche se molti scelgono di presentarsi con il proprio nome e il proprio cognome proprio per testimoniare il loro essere indipendenti in modo deciso, mentre altri preferiscono utilizzare nickname per evitare ritorsioni personali.

Un esempio è quello di Duccio, il ragazzo vicino alla realtà delle Ron’s Org: lui iniziò il suo ingresso nella comunità indipendente presentandosi nei commenti sempre con nome e cognome, ma in seguito decise di cambiare approccio essendosi reso conto che un eventuale datore di lavoro avrebbe potuto trovare informazioni sul suo legame con Scientology.

Credo di poter affermare che per gli scientologi l’identità mostrata online è uno specchio dell’identità religiosa offline, e soltanto in alcuni casi essa rispecchia una differenza: ci sono persone che preferiscono celare la propria identità religiosa di indipendente per eventuali ripercussioni da parte della Chiesa, poiché non si sono mai dichiarati e continuano la loro vita offline mantenendo una copertura. Le ragioni di questo atteggiamento vanno ricercate nel fatto che una dichiarazione di indipendenza sarebbe la causa di una disconnessione da parte dei famigliari all’interno della Chiesa.

In questi casi l’identità online rende possibile praticare liberamente la propria scelta spirituale ed è qui che i new media rappresentano una via di espressione che rende possibile quello che offline sarebbe dannoso o ostacolato.

Ma ora credo sia giunto il momento di affrontare un tema: abbiamo avuto modo di parlare della figura di Richard, lo scientologo indipendente che si cela dietro questa identità fittizia, che collabora attivamente con Paolo nella creazione di nuovi livelli OT.

Dell’identità offline di Richard nessuno sa nulla, gli stessi indipendenti che più di una volta hanno dimostrato di essere i promotori dello sviluppo concreto di una realtà offline articolata, accettano la sua presenza e il suo anonimato.

Se leggiamo Richard come un fenomeno, non stupisce che sia un fenomeno appartenente agli anni 2000 e all’avvento della “Indie Scientology” in rete.

In molte occasioni Francesco pubblica sul suo blog gli interventi di Richard e i messaggi che esso vuole trasmettere agli indipendenti.

Nella home del blog di Francesco è possibile scorgere anche un estratto dell’OT X elaborato da Richard che ha concesso di pubblicare[4].

 

Lui ha comunicato con gli altri sempre unicamente via e-mail, nessun altro mezzo è stato utilizzato se non e-mail; e a quel che sembra è in contatto solo con il blog La reception e con la figura di Paolo, con il quale collabora per la creazione di nuovi livelli OT.

A mio avviso Richard rappresenta un perfetto esempio di come l’identità online possa essere così forte da creare delle profonde fratture nell’autorità tradizionale della Chiesa di Scientology.

E’ indubbio che Richard e Paolo rappresentino i punti di riferimento per chi segue il blog La reception, e rappresentino anche le figure che sono prese come i detentori dell’autenticità dei testi e delle pratiche.

La rete e i nuovi media hanno reso possibile che una persona la cui identità resta anonima e una persona con cui collabora siano diventati dei leader, con una velocità inimmaginabile anni prima.

A mio avviso la figura di Richard conferma ciò che Pauline Hope Cheong riporta nel suo saggio presente in “Digital Religion[5]:

 

“Authority is performative and discursive, involving persuasive claims by leaders to elicit an audience’s attention, respect, and trust. Religious authority thus can be approached as an order and quality of communication, which in an electronic age is media-derived and dynamically constructed […] Early studies proposed that the Internet was a distinct and conductive “third space” for spiritual interaction, and that new flows of religious information and knowledge posed corrosive effects on the influence and jurisdiction of traditional religious authorities.”

 

La stessa autrice parla di come ci siano due opinioni riguardo all’autorità e Internet:

 

  • La religione online è una vibrante alternativa con un potenziale rivoluzionario per alterare il modo in cui la fede è concepita e praticata;
  • Internet sfida l’autorità espandendo l’accesso alle informazioni di carattere religioso in un modo che può minare la plausibilità della struttura di un sistema religioso[6].

 

Personalmente interpreto la comparsa di Richard alla luce del secondo punto di vista, il quale mi aiuta a dare una spiegazione migliore di tutta la faccenda dell’approccio di Scientology ai nuovi media.

Internet per la Scientology ortodossa “is viewed as a danger to religious authority because it presents potentially oppositional information that negatively affects the credibility of religious institutions and leadership[7]”.

Per combattere questo minare la propria autorità, la stessa Chiesa ha deciso di affrontare il problema utilizzando il web come uno strumento di contrattacco; ma non è bastato a rendere inoffensivi i blog degli indipendenti.

Infatti “Barker suggested that the Internet can undermine “the strong vertical authority structure” and provide “an alternative source of information to be disseminated by the movement’s leaders and enable this to be communicated through horizontal networks[8]

Come abbiamo avuto modo di accennare prima, Paolo e Richard rappresentano i punti di riferimento per l’autenticità della tecnologia di Hubbard.

Questi due indipendenti hanno anche cominciato a creare una loro serie di testi dei livelli OT da sostituire a quelli della Chiesa, considerati aberrati; creando una specie di “autenticità riformata”.

Questa modalità di rapporto tra testi e comunicazione può essere spiegato attraverso uno schema della comunicazione online riportato da Enzo Pace nel suo libro “La comunicazione invisibile”.

Secondo l’autore la comunicazione delle religioni in Internet è caratterizzata da un ciclo suddiviso in quattro fasi:

 

  • La parola viva all’origine stessa di una religione;
  • La parola data all’origine di un sistema di credenze che comunica il messaggio originario;
  • La comunità della parola data che ne fa memoria e che la trasmette nel tempo, comunicandola di generazione in generazione;
  • La comunicazione della parola data diviene oggetto di una comunicazione assistita via computer[9].

 

Aldilà dei limiti insiti in un modello quando applicato alle scienze umane, la quarta fase descritta rappresenta in pieno l’oggetto in esame.

A mio avviso le modalità di comunicazione all’interno del web hanno profondamente influito sulla crescita esponenziale dei movimenti indipendenti, e hanno portato alla nascita di numerosi nuclei di credenza.

L’esempio del caso da me affrontato sarà una linea guida da seguire per dimostrarne la validità.

Il passaggio da Scientology ufficiale a “Richard”, inteso come fenomeno, ha seguito questo schema:

 

  • Hubbard e i suoi scritti;
  • Hubbard che standardizza il suo corpus di testi, con l’aiuto anche di altri come abbiamo avuto modo di vedere;
  • L’organizzazione di Scientology come Chiesa con una precisa gerarchia verticale;
  • Scientology in rete sia come bersaglio delle critiche, che come promotrice della sua stessa dottrina.

 

A questo punto il movimento indipendente ricrea un ciclo:

 

  • Le critiche a Scientology e le testimonianze sono diffuse in rete rendendole ampiamente accessibili;
  • Le persone che ritengono la tecnologia di Scientology un qualcosa di positivo creano un loro corpus di testi e articoli in rete tramite blog e siti;
  • Si cominciano a formare dei nuclei di indipendenti con degli articolati network sociali, anche con opinioni diverse riguardo la tecnologia;
  • Il loro essere online porta al fenomeno “Richard”, dove una persona nel completo anonimato, discutendo in maniera libera del materiale di Hubbard, comincia a sviluppare dei propri testi collaborando con altri indipendenti.

 

Tutto questo a mio avviso rappresenta un “case study” emblematico all’interno degli studi storico-religiosi e antropologici sul mondo dei nuovi media e il loro rapporto con la religiosità; e proprio per questo merita un’attenzione particolare.

Nel caso specifico di Scientology, queste dimensioni sono spesso state ignorate o passate in secondo piano, motivo per cui ritengo sia interessante continuare in futuro le ricerche riguardo temi così trascurati.

 

[1] Lövheim Mia, Identity, in Campbell A. Heidi, Digital Religion, Abingdon, Routledge, 2013, pp. 41-56.

[2] Lövheim Mia, Identity, in Campbell A. Heidi, Digital Religion, Abingdon, Routledge, 2013

[3]Campbell A. Heidi, Introduction, in Campbell A. Heidi, Digital Religion, Abingdon, Routledge, 2013  pp. 13

[4] https://lareception.wordpress.com/2014/10/08/richard-parla-di-esteriorizzazione/

[5] Pauline Hope Cheong, Authority, in Campbell A. Heidi, Digital Religion, Abingdon, Routledge, 2013, pp. 74

[6] Ibidem, p. 75.

[7] Ibidem, p 76.

[8] Ibidem, p. 83.

[9] Pace Enzo, La comunicazione invisibile, Torino, Edizioni San Paolo, 2013, p. 93

continua …

Lascia un commento

Archiviato in Casa Minelli