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alt.scientology.war

Siete Scientologist Indipendenti? Pensate con la vostra testa!

1995 – Ecco l’inizio della libera informazione

su UserNet, precursore di Internet.

Questa e’ la storia.

 Da li a poco

anche in Italia sarebbe nato il primo sito

di libera informazione gestito e curato da Simonetta Po.

Nonostante io personalmente non condivida la presenza di dati “confidenziali” nel suo sito,

e’ innegabile un sentito ringraziamento per l’assiduo lavoro di traduzione e redazione che Simonetta ha fatto, pubblicando traduzioni di Libri,

articoli esteri , usi e Costumi da “Scientologesi” e storie di abusi avvenuti per mano della Cof$.

Vi ricordo che Simonetta proviene dall’Emilia Romagna, regione pesantemente colpita da un recente terremoto,

potete trovare sul Blog un Link per mandare un piccolo aiuto direttamente ai comuni colpiti,

senza passare da “associazioni” piu’ o meno dubbie…..

Altrimenti, c’e’ sempre la I.A.S ! 🙂

La guerra sul Net non si è ancora conclusa, le grida alle violazioni di copyright salgono ancora alte nel cielo cibernetico.

La storia non ha mai insegnato nulla a costoro, che non vogliono vedere, non voglio ascoltare, non sono disposti a duplicare.

Nella terra incognita della rete risuonano alte le parole di Young: “L’unica scelta è quella di ritirarsi, non possono vincere“.

Ed è proprio così, non si può vincere quando si cerca di contenere le masse, quando gli si nega l’unica via funzionale che porta l’Uomo fuori dal fango, usando come scusante “Ci spiace, ma questi materiali sullo spirito,  che potrebbero renderti finalmente libero, che sono in grado di farti vivere una vita decente e migliore, che potrebbero porre fine alla miseria culturale di questo pianeta, sono coperti da SEGRETI COMMERCIALI”

Forse non ho capito bene il messaggio di Ron, ma precludere una via funzionale solo perché ci si deve fare su un guadagno personale non è ciò che avevo inteso io.

Ben venga quindi la guerra tra culture aliene. 

original

Quando i computer vengono sequestrati perché apparentemente contengono proprietà intellettuali, e la polizia penetra la sicurezza dei remailer anonimi, i giorni felici della rete, le feste sono finite. Benvenuti in questa guerra, fatta con pallottole reali.

Di: Wendy M. Grossman

Quando i computer vengono sequestrati perché apparentemente contengono proprietà intellettuali, e la polizia penetra la sicurezza dei remailer anonimi, i giorni felici della reta, alt.scientology.war, le feste sono finite. Benvenuti in questa guerra, fatta con pallottole reali.

Benvenuti nel mortale combattimento tra due culture aliene – una guerra molto accesa, con pallottole reali.

Sabato 12 Agosto 1995. Le voci si spargono su tutto il Net: sta accadendo, c’è una irruzione in atto ad Arligton, in Virginia, nella casa di Arnaldo Lerma. Un inserzionista di UserNet ed ex Scientologist. L’intrusione viene compiuta da dieci persone: due sono sceriffi federali; due tecnici di computer, uno dei quali è James Settle, un ex agente federale dell’FBI – esperto di sicurezza; e gli altri avvocati della Chiesa di Scientology. Un avvocato è Helena Kobrin, conosciuta da molti utenti del newsgroup UserNet alt.religion.scientology per via dei suoi post che richiedevano la cancellazione di files contenenti materiali coperti da copyright. Un altro è Earle Cooley, un avvocato della Chiesa che è anche presidente della Boston University. Stanno portando via i computer di Lerma, i dischi di backup e lo scanner. Benché Lerma sia molto preso dalla sua crociata contro Scientology, rimane molto turbato da questo fatto. Come molti di noi, Lerma tiene nel suo pc di casa tutti i file, sia personali che di lavoro.

Gli intrusori gli dicono che riavrà i suoi pc e files entro la settimana. Ma alcune settimane dopo ancora sta aspettando.

Lerma non è il primo. Nel Febbraio dello stesso anno, ci sono state intrusioni simili in casa di Dennis Erlich, a Glendale in California e contro Anon.penet.fi, un remailer anonimo gestito da Johan Helsingius, in Finlandia.

Poi altri – il 22 Agosto 1995. Questa volta le intrusioni sono due. L’obiettivo è FactNet, una libreria elettronica anti-culto e un un archivio con base a Golden, in Colorado. Una delle intrusioni riguarda Lawrence Wollersheim, presidente di FactNet ed ex Scientologist – Lawrence Wollersheim è il vincitore, non pagato, di una causa  multimilionaria contro la Chiesa. L’altro è Bobby Pen, il direttore di FactNet. FactNet si aspettava questa intrusione fin dalla primavera, e aveva detto da tempo agli utenti di scaricare il più possibile dei suoi archivi. In questo momento esistono in giro per il web di tutto il mondo materiali scaricati da FactNet, con utenti in grado di copiarli e ripostarli ovunque, ma sempre più difficili da rintracciare. Ci vorrebbe uno sforzo enorme e una cooperazione internazionale dei poteri di polizia per sequestrarli tutti.

Il newsgroup di UserNet, che è il cuore di tutto questo è alt.religion.scientology. Gli utenti che hanno criticato la religione, sono ancora preoccupati. La chiesa ha denunciato anche il Washington Post per aver pubblicato degli estratti di materiali che essa considera di sua proprietà; la polizia ha fatto visita a XS4ALL, un internet provider Olandese, per confiscare l’equipaggiamento (perché erano a servizio del remailer anonimo e ospitavano la Home page di un utente che aveva postato materiali di Scientology); e ci sono voci che dicono che ci sarà un’altra intrusione a breve su di un altro utente. Le scommesse puntano tutte sulla critica Grady Ward, di Arcata in California, che ha scritto che sua madre di 74 anni è stata visitata da un investigatore di Scientology. Le masse di alt.religion.scientology hanno iniziato a scommettere su quante persone visiteranno la Ward. Altri utenti hanno raccontato di particolari incidenti: investigatori che parlavano col vicinato, stranieri che hanno tentato di appropriarsi dei log telefonici, e-mail inviate al loro SysAdmin, che chiedevano che i loro account venissero chiusi. Ma come è possibile che si arrivi a questo in un paese libero?

Ne viene fuori che un interesse nella libertà di parola e un interesse in Scientology vi potrebbe coinvolgere in una Guerra combattuta su tutta internet. La storia di Scientology contro il Net non è un racconto di ostilità amichevoli come quella del gatto nel microonde del 1993, apparsa su rec.pets.cat. Questo è un combattimento mortale tra due culture aliene – due mondi il cui comune linguaggio maschera l’abisso che c’è tra di loro. Una guerra fiammeggiante con pistole vere. Una battaglia che è passata dalla rete al mondo reale, fatta di polizia, avvocati e perquisizioni armate in cerca di materiale da confiscare. In ultima analisi, il dramma non importa: il vero problema qui sono i confini della libertà di parola e il futuro del materiale coperto da copyright e la proprietà intellettuale, in preda a una tecnologia che può spargerne copie in tutto il mondo in pochi secondi. La Chiesa di Scientology non sarà l’ultima organizzazione, controversa o meno, che cercherà di proteggere i suoi interessi contro la Rete. Alla tecnologia non importa molto dei motivi dei suoi utenti.

In questa storia, i motivi di ognuno sembrano uguali: tutti i partecipanti credono di stare beneficiando l’umanità. Gli Scientologist credono genuinamente che i loro segreti possano salvare il mondo, ma per farlo devono distribuirli a coloro che sono pronti per riceverli. I seguaci sostengono fermamente la nozione che i loro riveriti testi segreti non devono mai venir disseminati, salvo ai rigorosi iniziati che pagano decine di migliaia di dollari per studiarli. I critici insistono che questa religione è una frode che cerca di prendere possesso della mente dei suoi aderenti, per sottrargli ingenti somme di denaro e vendergli ulteriori cavolate; credono che portando alla luce queste verità – e i testi segreti – agli occhi degli utenti UserNet che leggono, sia come proteggerli da questo sfruttamento.

Qualsiasi sia il motivo, quando vengono sequestrati i computer, perché presumibilmente contengono proprietà intellettuali, quando vengono intercettati i messaggi mentre attraversano la rete, o la sicurezza dei Remailer viene invasa dalla polizia, i giorni di Internet, quale proprietà intellettuale privata sono finiti, la festa è finita. Benvenuta la vera politica.

Possediamo queste verità

Alt. religion.scientology non è mai stato un gruppo tranquillo. Fu creato il 17 Luglio 1991 da Scott Goehring, che dice di aver iniziato il newsgroup un po’ per gioco e un po’ “Perché” sentiva che UserNet aveva bisogno di un luogo dove disseminare la verità riguardo a questa pseudo religione. Falsifico la firma miscavige@flag.sea.org sul messaggio usato per creare il newsgroup – un errore di ortografia voluto per il leader della Chiesa David Miscavige (mentre Flag e Sea stavano per alcune delle branche di Scientology, conosciute come Org).

Fin dall’inizio, il gruppo attrasse sia scettici che credenti. Benché non si raggiungesse mai un accordo, i rivali riuscivano a co-esistere in un equilibrio pieno di tensioni, in cui spesso la Rete è specializzata. Riuscirono anche ad avere diversi tipi di FAQ, invece di una sola lista di Domande Frequentemente Poste (Frequently Asked Questions), per introdurre i nuovi arrivati ad entrambi i lati del gruppo. Mentre ogni lato criticava gli scritti dell’altro, non c’è mai stato un serio intervento per screditare le FAQ. Dimostrarono anche una certa tolleranza per un utente Olandese particolarmente veemente, che dichiarò la maggior parte degli utenti essere Persone Soppressive (SP), l’equivalente di scientology per gli scomunicati. Si faceva chiamare l’Ispettore di Ron e credeva di essere in contatto telepatico con il fondatore di Scientology L. Ron Hubbard, che morì nel 1986.

Hubbard è stato uno scrittore di fantascienza professionista. I suoi libri, monografie, policy interne e documenti, nonché le conferenze registrate, formano ciò che la Chiesa dice essere le sue scritture sacre. I materiali più avanzati vengono attentamente protetti: Hubbard aveva dichiarato che chiunque venisse esposto ai segreti del Thetan Operante, poteva star male, anche morire se poco iniziato. Tutte le azioni legali contro gli utenti UseNet facevano riferimento alla protezione di queste scritture segrete.

Queste intrusioni e cause legali sono giunte dopo un lungo periodo di violenza verbale. Uno dei primi passi verso questa guerra è stata l’emergenza, verso il 1990, causata da un gruppo che voleva separarsi dalla Chiesa e dalle sue scritture. Si chiamava Freezone. Questo gruppo consisteva di persone che avevano lasciato la Chiesa, ma che ancora volevano praticare i suoi insegnamenti – usare la tecnologia, come sostenevano quelli della Freezone. L’ex Scientologist Homer Smith è uno di questi. Che voleva incoraggiare una discussione seria sulla tech, lontano dalla rumorosa rissa del vicino di casa su alt.religion.scientology, Smith aprì un secondo gruppo, chiamato alt.clearing.technology, a questo scopo. Anche allora, un critico della Chiesa arrivò per primo. Chris Schafmeister, uno studente laureato in biofisica all’Università della California, fece uno scherzo a UserNet: potete leggerlo in una qualche vecchia raccolta UseNet, dove si sostiene che alt.clearing tachnology riguarda la discussione sulle cure per l’acne giovanile.

Schafmeister fu uno dei primi stridenti critici ad unirsi alla discussione di Scientology sul Net, ispirato dai volantini esposti sui muri della Scuola Medica di San Francisco. Disse di essere “veramente arrabbiato” per il modo in cui questi utenti criticavano i malati, le persone depresse e i defunti pur di vendergli un corso di Scientology da 60$. Stando a questo, passava i suoi momenti liberi dallo studio litigando con gli utenti dell’organizzazione presenti su UserNet. Schafmeister fu il primo a scoprire che la chiesa aveva più di un interesse riguardo alla discussione che avveniva su alt.religion.scientology.

Fu uno scientologist che si fece amico sul Net, che gli diede una copia di una lettera proveniente da un membro dello staff chiamato Elaine Siegel. Attratto dai suoi contenuti, la posto immediatamente su alt.religion.scientology. la Siegel si identificava come componente dell’Ufficio degli Affari Speciali Internazionale, che si dice essere la branca della Chiesa che si occupa della sicurezza. Si indirizzava agli scientologist presenti su Net, suggerendo loro di inondare il Net con messaggi positivi riguardo a Scientology in risposta alle critiche che venivano postate. Diceva in parte; “Se immaginate 40 o 50 scientologist che postano sul Net ogni giorno, riusciremo a spazzare via gli SP dal sistema. Sarebbe molto semplice”. Finiva con; “ Mi piacerebbe sentire le vostre idee riguardo a rendere Internet uno spazio sicuro per Scientology in cui espandersi”.

Quando qualcuno chiese all’avvocato della Chiesa, Helena Kobrin, riguardo a quella lettera, lei disse; “la lettera di Ms Siegel non è una policy ufficiale della Chiesa”. Ora le cose sarebbero diverse se avesse detto il contrario. Durante l’estate del 1994, la lettera venne copiata sulla rete, la sua diffusione aumento il dibattito, portando altra politica dentro il newsgroup: persone che volevano difendere il Net contro ciò che vedevano come una minaccia alla loro libertà. Molti di questi non sapevano nulla di Scientology, agivano per ragioni diverse. Capo su tutti fu Dennis Erlich, che si faceva chiamare “ministro” e che forniva “informazioni a supporto delle persone che erano state soggette a gruppi altamente esigenti. È stato in Scientology per 15 anni.

Erich lasciò la chiesa nel 1982, dopo ciò che descrive come un tentativo fallito di riformarla dal di dentro.”Mi ha reso una persona non grata, e non era più possibile lavorare con me perché non seguivo più gli ordini”. Venne dichiarato SP e da allora di è dedicato a screditare la Chiesa in ogni opportunità che si presentava. Molti veterani del newsgroup hanno detto che il tono era cambiato quando Erlich si è avvicinato nel 1994. Lui è d’accordo – e ne è fiero. “Le persone discutevano le cose come se fossero a una festicciola”, dice sdegnato. I suoi punti di vista verso la Chiesa erano così veementi che era difficile immaginare che potesse arrivare ad un accordo amichevole con gli Scientologist – o loro con lui. I suoi post erano così critici, pieni di estratti presi dalla letteratura della Chiesa, che presto alt.religion.scientology passò da un club di persone che dibattevano a un vero e proprio campo di battaglia.

Duello di cancelbot

Poco prima del Natale 1994, molti messaggi del newsgroup alt.religion.scientology iniziarono a svanire misteriosamente. Ancora oggi non si conosce il contenuto dei messaggi spariti. Molte persone pensano di conoscere il responsabile, ma raccogliere le prove e comprendere cos’è successo sono due cose diverse.

La maggior parte del software di molti lettori del Newsgroup era dotato di servizi di cancellazione. Sono abbastanza semplici: chi posta invia un messaggio con all’interno un comando di auto-cancellazione, spesso contenente una breve spiegazione del perché della cancellazione, questo messaggio si propagava attraverso UserNet, da server a server. Il comando di cancellazione istruiva il sistema di ignorare l’utente che aveva appena postato un messaggio, identificando il codice unico assegnato ad ogni post scritto in precedenza. Mentre la configurazione permette agli utenti di cancellare i propri post, cancellare i messaggi di altri era un po’ più complicato: il probabile “censore” doveva falsificare un messaggio per farlo sembrare come se arrivasse dall’utente originale. Non è molto difficile da fare se si sa usare il computer.

Ci sono ragioni legittime – o perlomeno approvate dal Net – per la cancellazione. Un gruppo di persone conosciuto come CancelMoose, per esempio, rimuovevano la spam, quelle email di massa inappropriate che vengono postate su tutta la rete, spesso a scopi commerciali. Quando veniva stimolato dalle lamentele degli utenti su alt.current.net-abuse, il CancelMoose estraeva i messaggi dai contenuti più vari, postati su più di 25 newsgroup. Coloro che facevano parte dei CancelMoose si prendevano responsabilità per le loro azioni – infatti, si pubblicizzavano come un servizio pubblico. Le cancellazioni su alt.religion.scientology invece erano diverse. I messaggi che sparivano erano stati inviati a un singolo newsgroup, e nessuno se ne è mai preso la responsabilità. Così, essendo questo il Net, venne sviluppato un programma per controllare cosa veniva cancellato. Il programma si chiamava Lazarus.

Lazarus fu un altra idea di Chris Schafmeister. Si avvantaggiava del fatto che ogni post aveva una intestazione – con la data e il soggetto, chi l’aveva inviato e tante altre informazioni impacchettate in testa ad ogni file – l’intestazione veniva registrata in un log generalizzato su di un server UserNet e ogni comando di cancellazione finiva in un newsgroup chiamato Controllo. Schafmeister pensò che un programma avrebbe potuto scansionare ogni giorno le migliaia di messaggi di cancellazione postati su Controllo e metterle a paragone al megalog di intestazioni, specificamente quelli che venivano dirottati da alt.religion.scientology. Se Lazarus trovava una uguaglianza, significava che un messaggio diretto ad alt.religion.scientology era stato cancellato e si era propagato a tutti i server di UserNet. Quindi i lettori di alt.religon.scientology venivano messi in guardia. Sarebbe stato compito dell’utente che aveva postato il messaggio cancellato rimetterlo su se voleva. Homer Smith si avvantaggio dell’idea e lo implementò come uno script Perl, che era disponibile a tutti gli utenti del Net. Però ci volevano particolari abilità per usarlo.

 “Perlomeno possiamo vedere quando vengono cancellati i messaggi”, disse Schafmeister. Ma Lazarus era limitato: non poteva identificare chi cancellava. Questi venivano chiamati colloquialmente CancelBunny. Quando Lazarus iniziò a riportare che i messaggi venivano cancellati “PER VIA DELLA VIOLAZIONE DEI COPYRIGHT”,  la maggior parte degli utenti del newsgroup confermarono i loro sospetti istintivi – il CancelBunny erano una o più persone rappresentanti la Chiesa.

Quando in Aprile chiesero ad Helena Kobrin riguardo alle cancellazioni, lei replicò con un messaggio e-mail: “Nello sforzo di proteggere i propri diritti, la Chiesa, nei mesi recenti, ha contattato diversi operatori gestori di siti informativi che, quando messi al corrente della natura illegale e offensiva dei messaggi, ha accettato di rimuovere questi materiali che violavano i copyright dal Net”. Tuttavia, non c’è stata nessuna prova a supporto dell’affermazione di Kobrin riguardo agli operatori che hanno cooperato con la Chiesa per cancellare i messaggi dai loro siti.

 “Quasi tutti vennero colpiti”, scrisse William Barwell, che si firmava con il nik “Pope Charles”. “A me hanno cancellato due post”. Fu proprio Barwell che scoprì una legge, il codice degli Stati Uniti al titolo 18. Sezione 2701, concernente “l’accesso improprio a comunicazioni memorizzate”. La legge includeva la clausola che proibiva l’accesso non autorizzato e la distruzione dolosa di un messaggio elettronico; preveniva anche l’accesso non autorizzato e l’alterazione di comunicazioni elettroniche. Barwell pensò che tutti e tre questi codici si applicavano alle false cancellazioni. All’inizio di Marzo Barwell scrisse una lettera all’FBI, chiedendo all’agenzia di far applicare il codice, inviò copie a NetCom, da dove la maggior parte dei comandi per le cancellazioni avevano origine, e anche al suo provider, NeoSoft. In seguito, NetCom chiuse gli account di coloro che cancellavano dal suo sistema, con la motivazione che, avendo alterato le cancellazioni stavano violando gli accordi di servizio con NetCom. E quando le cancellazioni ripresero ad arrivare da DeltaNet, un internet provider della California, gli account venero chiusi anche li rapidamente. Recentemente i cancellatori sono diventati più esperti. I molti post che apparvero come venire dal servizio internet London’s Demon furono rintracciati fino a un sito di Dublino.

Le cancellazioni continuarono fino a Luglio ed Agosto, allora un team che si faceva chiamare The Rabbit Hunters, o più formalmente, The Ad Hoc Committee Against Internet Censorship (La commisione ad hoc contro la censura internet), che includeva rappresentati dall’USa, dal Canada e Germania, iniziarono delle fantasiose investigazioni tecniche. Mettendo a paragone i logs e monitorando i server delle news, il gruppo finalmente rintracciò il CancellBunny in un account di uno Scientologist che postava molto ad inizio primavera. Quando chiesero a Kobrin di commentare sull’avvenuto, lei non rispose.

Nello stesso periodo, la chiesa stava valutando altre opzioni. Il 3 Gennaio 1995, circa una settimana dopo che iniziarono le cancellazioni, Johan Helsingius, l’operatore del miglior remailer anonimo mondiale, anon.penet.fi, postò su alt.religion.scientology la copia di una lettera che aveva ricevuto da Helena Kobrin per conto di Thomas Small, consigliere del Religious Technology Center e di Bridge Pubblication Inc. (rispettivamente titolare ed editore dei lavori di Hubbard). Kobrin voleva che lui bloccasse l’accesso del suo remailer ad alt.religion.scientology e ad alt.clearing.technology, con la motivazione che il remailer veniva usato come condotto per del materiale coperto da copyright. Quattro altri remailer anonimi ricevettero la stessa lettera. Il 9 Gennaio Helangius replicò che monitorare i post è impossibile, e che non credeva che bloccare i newsgroup fosse la cosa corretta.

L’11 Gennaio, Helena Kobrin postò un messaggio su alt.config, il newsgroup in cui gli utenti propongono la creazione di nuovi gruppi nella gerarchia di alt., e la cancellazione dei vecchi gruppi. “Vi richiediamo di rimuovere il newsgroup alt.religion.scientology dal vostro sito”, scrisse, aggiungendo una lista di motivi per la sua richiesta: 1) il gruppo era stato iniziato con un messaggio falso; 2) non venne introdotto attraverso i canali normali; 3) l’uso della parola Scientology violava un marchio registrato; 4) “è stato e continua ad essere pesantemente abusato con copyright e ha violato segreti commerciali, e non ha altro scopo che l’apologia di queste pratiche illegali.

La risposta degli amministratori del sistema fu unanime; Scordatelo.

Arriva la polizia.

Nel frattempo, sul newsgroup le invettive diventa più violente. Basher posta una dichiarazione giurata di un ex scientologo attinente alla corruzione; gli Scientologist rispondo con altre dichiarazioni giurate dicendo che gli autori sono criminale ben conosciuti. Una di tali risposte era firmata dalla moglie di Erlich, Rosa, e sosteneva che lui aveva abusato di sua figlia. Erlich, senza scoraggiarsi, negò l’accusa e continuò a postare parti delle scritture della Chiesa e le sue critiche su queste.

Il segnale UserNet di Erlich arrivava da una piccola BBS dell’area di Los Angeles, chiamata Support.com, che a sua volta prendeva il segnale UserNet da NetCom, uno dei più grandi provider Internet d’America. L’operatore del sistema Support.com, Tom Klemesrud, disse che nei primi di Gennaio, Helena Kobrin gli chiese di cancellare l’account internet di Erlich, che lui si rifiutò di fare perché la Chiesa non poté fornirgli prove specifiche di violazione di copyright. A metà Gennaio, Klemesrud scrisse di un incidente molto bizzarro: dichiarò che il suo appartamento fu ricoperto di sangue da una donna che aveva incontrato in un bar. Nella versione di Klemesrud, questo attacco fu fatto per spaventarlo e fargli chiudere l’account di Erlich.

La versione dell’evento di Klemesrud non passò incontrastata a lungo. Il 23 Gennaio, un utente che si firmava AB, dall’indirizzo an144108@anon.penet.fi, un account proveniente dal remailer anonimo di Helsingius, mise su una storia diversa dell’avvenuto, sostenendo che aveva intervistato la donna in questione e questa aveva dichiarato che Klemesrud era l’aggressore e non la vittima. Nessuno in quel momento si accorse della nota contrastante, ma guardando a ritroso, gli utenti credono che questo sia stato il post che ha favorito il raid su anon.penet.fi. Nove giorni dopo, il 2 Febbraio, Helsingius venne contattato da un rappresentate Americano di Scientology, il quale disse che quell’informazione proveniva dal sistema riservato e privato della Chiesa, ed era stata resa pubblica attraverso anon.penet.fi, e che la chiesa aveva denunciato questa violazione al Dipartimento della Polizia di Los Angeles e all’FBI. Il rappresentate voleva l’identità di an14408@anon.penet.fi, colui che aveva postato quel materiale. Helsingius si rifiutò, allora gli venne detto che la richiesta era stata instradata alla polizia Finlandese. La polizia arrivò l’8 Febbraio, con un mandato. Helsingius riuscì a fornire solamente il singolo ID che la Chiesa voleva, invece dell’intero database di altri 200.000. disse che entro un ora l’informazione venne passata alla Chiesa.

Non è chiaro il perchè la Chiesa di Scientology era così ansiosa di scoprire chi era questo tizio, che in fondo sembrava aver difeso la Chiesa dalle accuse di Klemesrud. Dal punto di vista della Chiesa, il messaggio sembra avesse costituito una seria minaccia alla loro sicurezza. In un messaggio e-mail, Helena Kobrin scrisse del raid su anon.penet.fi: “Il materiale rubato sembra provenire da una investigazione condotta dagli avvocati dalla Chiesa per la falsa accusa riguardo alla Chiesa che era stata postata su internet da Mr. Erlich e Mr. Klemesrud. Queste accuse sono centrate su un incidente che ha coinvolto una donna, che Mr. Klemesrud aveva incontrato in un bar, che l’investigazione ha provato essere completamente infondate”. Quando gli abbiamo chiesto se fossero state presi ulteriori provvedimenti contro l’utente di anon, la cui identificazione venne consegnata da Klemesrud, la Kobrin disse, “la questione è sotto indagine, non posso commentare”. La Chiesa, quando gli venne chiesto chi conduceva l’indagine, non replicò.

Lascia andare quel dischetto

Nello stesso giorno in cui la polizia Finlandese visitò Helsingius, il Religious Technology Center e Bridge Pubblication denunciarono, presso San Jose in California, Dennis Erlich e il suo internet provider, Tom Klemesrud e NetCom. La denuncia diceva che Erlich aveva postato materiali della Chiesa in violazione dei copyright e, nel caso cose che riguardavano i livelli superiori, che la Chiesa chiama Tecnologia Avanzata, postando materiale non mai pubblicato e confidenziale. La Chiesa li chiamò “Segreti Commerciali”, e disse che il problema era il furto, non la libertà di parola.

Il 10 Febbraio, la Corte Distrettuale USA, tramite il giudice Ronald Whyte di San Jose, emise un ordine restrittivo temporaneo su tutti e tre – Erlich, Klemesrud e Netcom – intimando loro di fermarsi. Erlich era furioso, controbattendo che i suoi post erano semplicemente per uso legittimo. “Il metodo più efficace con cui posso screditare il culto è di usare i suoi documenti per mostrare ciò di cui parlano”, dichiarò.

Il 13 Febbraio venne perquisite la residenza di Erlich. Erlich rivendica che i suoi diritti costituzionali sono stati violati durante la perquisizione, durante la quale, dice, dischetti, libri e carte sono stati sequestrati, i file sono stati cancellati dal suo Hard Disk e la sua casa è stata perquisita e fotografata. In seguito, due dei suoi computer non riuscivano ad accendersi, e gli vennero portati via i backup che usava per ripristinare il sistema; non gli fu consegnato l’inventario del materiale prelevato.

Grazie allo sforzo congiunto della Electronic Frontier Foundation, Erlich venne difeso dallo studio di avvocati della California Morrisn & Foerster. L’ordine di restrizione temporaneo contro Klemesrud e NetCom venne dissolto molto velocemente. Dato che sia Klemesrud e la NetCom spiegarono di non poter svolgere azioni di polizia sui loro computer. Anche se Erlich avesse commesso un crimine, ritenere loro responsabili sarebbe come incolpare l’ufficio postale di complicità per l’invio di posta dolosa. Fare ciò comporterebbe la fine della rete così come la conosciamo. In Marzo, la chiesa presentò una mozione che accusava Erlich di oltraggio alla corte per la ripubblicazione su alt.religion.scientology di uno degli articoli della chiesa contestati in primo luogo – e prometteva di proseguire la sua azione contro Erlich vigorosamente, anche se a metà agosto, le parti erano ancora in attesa di una pronuncia dal giudice Whyte.

In una dichiarazione preparata riguardante Erlich, Leisa Goodman, direttore delle relazioni coi media della Chiesa di Scientology International, scriveva: “Sono stati fatti numerosi tentativi da parte degli avvocati della Chiesa di persuadere Erlich a smetterla di postare scritture della Chiesa non autorizzate, in grosse quantità, che vanno ben oltre il concetto di ‘uso legittimo’ e costituiscono una violazione delle leggi sui copyright”. In seguito, sulla stessa dichiarazione, scrisse; “La libertà di parola non significa libertà di rubare. I tentativi di Erlich di deviare e disinformare i media sono da intendersi solamente per divertire l’attenzione dalle sue stesse azioni illegali. Ha sparso su tutta la rete polemiche e a volte messaggi osceni riguardanti la Chiesa – un’altra cortina di fumo per distrarre l’attenzione dalle sue attività illegali”.

Come Erlich, anche Arnaldo Lerma rimase profondamente sconvolto dal raid di tre ore compiuto a Virginia, in Agosto. È stato descritto dalla Chiesa come “terrorista di copyright”. Al 1° Settembre, Lerma sta ancora aspettando che gli restituiscano il suo equipaggiamento. Anche il suo service provider, Digital Gateway System, è stato citato in giudizio. Ne caso di Lerma, la serie incriminata è del 2 Agosto 1995, messaggi che contenevano la serie completa dei documenti del tribunale sul caso di Los Angeles, “La Chiesa di Scientology vs Fishman e Geertz”. Il nocciolo dei documenti – disponibili presso il tribunale Federale di Los Angeles – sono porzioni dei materiali riguardanti il Thetan Operante scritte nella registrazione. La Chiesa sostiene che i materiali sono tuttora protetti da copyright, anche si trovano su dei documenti pubblici; gli scettici sostengono che non esistono precedenti legali per confermare questa ipotesi. In ogni modo, da allora ci sono migliaia di copie di questi documenti sparsi in giro per il mondo.

Il 12 Settembre, il giudice Judge John Kane di Colorado, ordinò la restituzione dei documenti confiscati al direttore FactNet, Wollerheim e Panny, ingiungendo loro di non fare ulteriori copie dei materiali di Scientology. il 15 Settembre, il giudice della Virginia Leonie Brinkema, fece lo stesso. La Chiesa si appellò ad entrambe le decisioni.

Nel frattempo, c’era un altro utente non ancora toccato, che la Chiesa voleva mettere a tacere: Scamizdat. I messaggi di Scamizdat – 11 finora – contenevano grosse porzioni dei materiali segreti di Scientology, fino a 21 documenti per ogni messaggio. I post di Scamizdat passavano attraverso una catena di remailer; quando in Aprile, la Kobrin chiese a Homer Smith di identificare la sorgente dei messaggi di Scamizdat che passavano attraverso il suo remailer, Smith si rifiutò.

Un avviso inviato in tutto il Net sosteneva che i commenti di Scamizdat erano richiesti dalla Chiesa per via delle polemiche che suscitò questo messaggio: “Io sono solo un cittadino del Net che sta combattendo un culto litigioso nell’era dell’informazione. Mentre la Rete ha le sue lotte perpetue tra la sua ortodossia e i suoi revisionisti, essa colpisce come un flash e immobilizza gli avvocati e il denaro che oscurano le battaglie del mondo ordinario. Una volta che parte della porzione rappresentativa della mitologia del fumetto di Scientologist sarà stata pubblicata nella innegabile immortalità digitale io tornerò nell’oblio. SCAMIZDAT “.

Le chiacchiere continuano

La controversia crea popolarità. Nel tardo Maggio, alt.religion.scientology riceveva una media di 2.500 post la settimana. Ad Agosto, erano saliti a 2.700, e contenevano offese per tutti. Le conseguenze finirono su alt.journalism, news.admin.misc, comp.org.eff.talk, alt.current.events.net-abuse e anche, come nel caso dei messaggi di Scamizdat, sul newsgroup di hacker alt.2600 – e questi non furono molto contenti dei nuovi venuti, benché il gruppo dovette ammettere che postare anonimamente scritture segrete era qualcosa di simile alla pirateria.

Facendo bene i conti dei messaggi, del volume e dei lettori, il newsgroup ora era uno tra i primi 40 più popolari della rete. Benché i messaggi continuassero a scomparire, qualcuno pensò che questi tentativi di censurare il newsgroup nel suo insieme sia fallito – in modo spettacolare.

Ma non per Stu Sjouwerman, uno Scientologist e gestore di una compagnia di computer che dirigeva una mailing list per gli Scientologist. Stu Sjouwerman licenziava il newsgroup “a meno dello 0.002 % dell’intera rete. Un paio di cani che abbaiano, tutto qui”.

Ma l’ex Scientologist Robert Vaughn Young aveva una visione più oscura. Non postava sul newsgroup, ma sembrava essere sempre consapevole di ciò che stava succedendo. Una volta era un portavoce nazionale per la chiesa. Disse francamente:

Io sono grato di non dover affrontare la rete. Sta per diventare per Scientology ciò che il Vietnam è stato per gli Stati Uniti.

Alla fine, egli disse:

La loro unica scelta è quella di ritirarsi. Non possono vincere“.

Il risultato, penso sarà:

Creare il primo posto al mondo in cui Scientology possa essere liberamente discussa“.

Se fosse vero, dato che la libertà di parola e la libertà di religione sono sempre andate di pari passo, sarebbe una vittoria per tutti.

Wendy

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