
Ahrat ci ha mandato una descrizione
della Filosofia di Scientology secondo il suo punto di vista,
e noi volentieri la pubblichiamo,
certi che possa contribuire
ad una maggior comprensione dell’argomento.
La filosofia di Scientology, nella sua essenza più profonda, rappresenta un percorso spirituale che si prefigge l’obiettivo di liberare l’individuo dalle catene dell’illusione e della falsa identificazione, permettendogli di riscoprire il suo vero Sé, il “Thetan”. Questo Sé, o Thetan, è l’essenza immutabile e pura dell’essere, uno “Statico” privo di massa, lunghezza d’onda, tempo o posizione, una condizione trascendente che va oltre i limiti della materia, energia, spazio e tempo (MEST). La realizzazione di questa condizione è vista come l’apice del percorso spirituale offerto da Scientology.
Il concetto cardine di questa filosofia è racchiuso nel simbolo “8-8008”, che rappresenta un ciclo di auto-riscoperta. Il numero “8” simboleggia l’infinito, la potenzialità illimitata del Thetan. Il passaggio da “8” a “0” indica che, attraverso l’auditing, le identificazioni del Thetan passano da infinito a zero, poiché il Thetan, attraverso una serie di identificazioni con oggetti, pensieri e identità (il mondo dinamico), si degrada a uno stato di limitazione e prigionia. La risalita da “0” a “8” rappresenta il processo di riscoperta del Sé, in cui il Thetan abbandona la sua identificazione come dinamico, come persona, e ritrova la sua natura come Statico, come Thetan
Il Thetan è descritto come l’unità consapevole di essere consapevole, la sorgente della coscienza e della creazione. Nel suo stato puro, il Thetan è uno Statico: una realtà priva di forma, senza tempo o spazio, il puro Punto di Vista non identificato con nulla che possa diventare oggetto di percezione. Tuttavia, durante il suo viaggio lungo la traccia del tempo, il Thetan si è identificato con un numero crescente di oggetti e identità, fino a dimenticare la sua vera natura. Queste identificazioni costituiscono il “Caso” del preclear, ossia tutto ciò che oscura la consapevolezza del Sé autentico.La confusione tra il Sé e le identità è alla base della condizione di prigionia dell’individuo. Il Thetan, identificandosi con le identità delle “GPM” (Goal Problem Mass) – strutture mentali fatte di identità e scopi – perde la consapevolezza di sé come pura coscienza e diventa soggetto alle leggi del MEST. Questo stato di identificazione produce un ciclo di nascita e morte, dolore e sofferenza, perché il Thetan si percepisce come parte del mondo materiale, invece che come la vera fonte della sua creazione.
Il processo di auditing in Scientology è progettato per rimuovere queste false identificazioni. Attraverso il concetto di “AS-IS”, il preclear è invitato a osservare le sue identità e a riconoscerle per ciò che sono: semplici creazioni mentali, senza sostanza reale. Quando un’identità viene vista chiaramente per quello che è, essa si dissolve, restituendo al Thetan una parte della sua libertà originaria.
“La filosofia di Scientology sostiene che il Thetan (il Punto di Vista), nel suo stato originario, crea continuamente realtà. Grazie al suo potere creativo, il Thetan è in grado di generare punti di dimensione, ossia oggetti, pensieri e percezioni che esistono all’interno del tempo e dello spazio. Tuttavia, il problema sorge quando il Thetan comincia a identificarsi con queste creazioni. Ciò che è nato come una semplice proiezione della sua consapevolezza viene gradualmente scambiato per il Sé stesso. In questo modo, il Thetan perde la capacità di distinguere tra il creatore e la creazione, tra sé stesso e il mondo che ha prodotto.”
Questa dinamica è riflessa nella metafora platonica della caverna, utilizzata per descrivere la condizione umana. Come i prigionieri della caverna di Platone, che vedono solo ombre proiettate su una parete e le confondono con la realtà, il Thetan identifica il suo Sé con le ombre delle sue stesse creazioni, ignorando che la vera realtà è al di fuori della caverna, al di là delle apparenze del mondo materiale.
Secondo la filosofia di Scientology, questa identificazione con il mondo dinamico e le sue forme illusorie è il principale ostacolo alla libertà spirituale. Il Thetan degradato diventa schiavo del tempo, delle identità e del MEST, dimenticando che la sua vera natura è uno Statico, una pura effettività priva di condizionamenti.
Il processo di disidentificazione è al centro del percorso di Scientology. Hubbard descrive questo processo come la differenziazione tra il “Punto di Vista” (il Thetan) e i “Punti di Dimensione” (le creazioni del Thetan). Per raggiungere l’illuminazione spirituale, il Thetan deve riconoscere che non è un punto di dimensione, ma un Punto di Vista puro, non localizzato, in grado di creare e distruggere realtà a piacimento.
L’identificazione con i punti di dimensione porta alla creazione di “condizioni di essere”, in cui il Thetan si percepisce come una cosa, un’identità, un oggetto nel mondo. Queste “condizioni di essere” sono dinamiche, soggette al cambiamento nel tempo, e quindi opposte alla vera natura del Thetan, che è immutabile e atemporale. Liberarsi da queste condizioni significa riconoscere il Sé come uno Statico, una condizione di puro Essere, senza legami con il mondo materiale.
Questo processo di liberazione si realizza tramite la pratica dell’auditing. Con il supporto dell’E-meter, l’individuo è guidato a cancellare le sue identità, fino a raggiungere la “Roccia”, la prima identità con cui il Thetan si è identificato. La “Roccia” rappresenta il primo passo nella caduta del Thetan nel mondo dinamico e la radice di tutte le sue successive identificazioni. Solo cancellando questa identità primaria, il Thetan può riscoprire la sua vera natura.
Il livello OT VIII, chiamato “Verità Rivelata”, rappresenta un passaggio cruciale nel percorso di Scientology, non il culmine. A questo livello, la persona si rende conto di non sapere chi è veramente come Thetan e sviluppa un autentico desiderio di scoprire questa verità. Questo riconoscimento apre la porta a un ulteriore percorso di auditing, in cui il preclear si prepara a riscoprire sé stesso come Thetan, procedendo con la disidentificazione dalle false credenze e identità.
Questa consapevolezza non è una fine, ma l’inizio di un processo di riscoperta più profondo. È attraverso questa realizzazione che il Thetan inizia il viaggio di liberazione dalle identificazioni che lo hanno intrappolato nel ciclo del MEST, per riscoprire la sua natura di puro Punto di Vista, capace di creare e percepire senza identificarsi.
Hubbard sottolinea ripetutamente che la principale fonte di sofferenza per il Thetan è l’identificazione. Identificarsi con le identità, le esperienze passate, e il corpo fisico crea una “prigione ipnotica” perfetta, in cui il Thetan si crede libero mentre è schiavo delle sue stesse creazioni. Questa identificazione con le identità può essere descritta come “condizione di avere” che si trasforma in “condizione di essere”, dove ciò che l’individuo possiede (pensieri, corpi, esperienze) diventa la sua identità.
Solo liberandosi da questa condizione di identificazione, il Thetan può riscoprire sé stesso come una pura effettività senza limiti. L’auditing, quando eseguito correttamente, porta a questa liberazione, consentendo all’individuo di fare AS-IS delle sue identità e di ritornare alla sua vera condizione di Statico.
Il vero scopo di Scientology, dunque, non è il semplice miglioramento della persona o il superamento di problemi pratici. È la riscoperta del Thetan come Statico, una realtà immutabile e infinita, libera dal tempo e dallo spazio. Questo percorso di riscoperta passa attraverso un lungo processo di disidentificazione, in cui l’individuo impara a riconoscere e dissolvere le sue false identità, fino a raggiungere la piena consapevolezza di sé stesso come creatore della realtà.
La filosofia di Scientology, nella sua profondità, si prefigge di restituire all’individuo la sua condizione originaria di creatore e padrone del proprio universo, liberandolo dalle identificazioni con il MEST e riportandolo alla sua essenza.