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Quando Dianetics non era una religione

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo interessante articolo.

Un pò di background è sempre utile.

Buona lettura

 

QUANDO DIANETICS NON ERA UNA RELIGIONE

 

Nel 1950 Dianetics era “La Scienza Moderna della Salute Mentale”. Così era stata presentata al pubblico grazie al celebre bestseller di L. Ron Hubbard. L’introduzione alla prima edizione di quel libro fu scritta dal Dr. J.A. Winter, un medico psicosomaticista che conobbe Hubbard nel 1949.

Winter, dapprima scettico, divenne un profondo estimatore di Dianetics grazie a diverse esperienze professionali di successo con i suoi pazienti; tanto che divenne direttore medico della Hubbard Dianetic Research Foundation e stretto collaboratore di Ron Hubbard.

Per diversi motivi, verso la fine del 1950, Winter si dimise dalla HDRF e si allontanò da Hubbard. Winter era in disaccordo con le promesse del fondatore relative allo stato di Clear, non accettava alcune posizioni “dogmatiche” di Hubbard ed era contrario al fatto che persone impreparate divenissero auditor.

Nonostante ciò Winter non volle disconfermare i successi ottenuti, così nel 1951 pubblico il libro “A Doctor’s Report on Dianetics: Theory and Therapy”. In questo testo egli spiega dal suo punto di vista ciò che di Dianetics funziona e perché.

L’introduzione al testo di Winter fu scritta da uno dei maggiori psicoterapeuti del secolo scorso: Fritz Perls, psicoanalista e fondatore della Gestalt Therapy.

Di seguito l’Introduzione al libro del Dr. Winter scritta dal Dr. Frederick Perls.

 

INTRODUZIONE A “A DOCTOR’S REPORT ON DIANETICS”
di Frederick Salomon Perls

 

Da quando la psicoanalisi è stata liquidata come una teoria “pazzoide”, ho imparato a non farmi intimidire dagli insulti. Come uno che ha tentato di contribuire alla teoria psicoanalitica, ora mi rendo conto, come avevo capito allora, che la scienza della psicoterapia non è né una scienza chiusa né conclusa. La divisione degli psicoterapeuti in “scuole” reciprocamente ostili è stata più distruttiva per la giovane scienza della psicoterapia che la precedente ostilità dei laici; ogni scuola nella sua battaglia contro l’altra ha agito come se avesse tutte le risposte e, per la maggior parte, ha ignorato le intuizioni di una scuola rivale. L’insulto è diventato un sostituto del pensiero indipendente, la linfa vitale di qualsiasi scienza. Gli interessi di questa scienza (così come coloro che si rivolgono ai suoi esperti per chiedere aiuto) richiedono che io rimanga sensibile alle idee degli altri. Le intuizioni, anche se formulate male o in modo inadeguato, meritano di essere indagate. La storia della scienza è ricca di esempi di preziose scoperte fatte da coloro che non erano consapevoli del loro pieno, e spesso importantissimo, significato.

Mentre sono ben lungi dall’essere un dianecista (non è la paura di ciò che la gente potrebbe dire che mi impedisce di esserlo), ho scoperto che Dianetics ha proposto diversi nuovi strumenti che mi hanno aiutato nel mio lavoro con i pazienti. Sebbene l’uso che ne faccio possa essere notevolmente in contrasto con il modo in cui sono stati intesi da Hubbard, non ritengo necessario negare che l’idea originale sia stata sua, e il mio interesse per lo sviluppo della psicoterapia rende importante che io colga questa occasione per incoraggiare la seria considerazione da parte di altri del significato e delle possibili implicazioni di Dianetics.

Di sicuro dobbiamo considerare la proposta stimolante, voluta o no, che il concetto dianetico di engram ha fornito in relazione al concetto di apprendimento. Questo è un campo che è stato gravemente trascurato nella letteratura psicoterapeutica. Anche laddove sono stati condotti studi approfonditi, come nel caso dei bambini sottosviluppati, l’argomento è in gran parte limitato a uno studio di orientamento inadeguato, di reazioni semantiche inadeguate e di assimilazione inadeguata del materiale di lettura. Per la maggior parte, è dato per scontato che l’apprendimento è un processo di durata e ripetizione.

Una vasta area di apprendimento, tuttavia, è caratterizzata dalla repentinità, sia dallo shock (se tale espressione è essere permessa) che da uno shock piacevole; da quella che viene chiamata nella psicologia della Gestalt l’esperienza “Ah”. Il bambino che si è scottato non ha bisogno di alcun addestramento per imparare d’ora in poi ad evitare la stufa bollente, e la riuscita sperimentazione per prova ed errore arriva con un’aureola di successo e l’intuizione: “Ecco!”.

“Questo t’insegna una lezione” è un’espressione che mostra quanto siamo consapevoli della connessione tra l’esperienza dolorosa e l’apprendimento. L’evitare il dolore, ad esempio la punizione, diventa uno strumento potente nella formazione.

Nella letteratura psicoanalitica questo apprendimento shock si chiama trauma, ma è concepito come un’istanza meccanica, come qualcosa che, indipendente dall’organismo umano, piomba su di esso. La teoria della libido e dell’istinto di morte lascia poco spazio – tranne che per la “frustrazione” – al significato del trauma. Dianetics, tuttavia, con il suo concetto di engram, ritorna alla più realistica teoria darwiniana della sopravvivenza individuale e della razza e dà al trauma un significato più adeguato; allo stesso tempo, essa integra la formulazione psicoanalitica inadeguata dell’introiezione.

Il termine engram, in contrasto con la terminologia estremamente bizzarra e meccanica di Dianetics, sembra essere un buon termine. In primo luogo, significa semplicemente registrazione psico-fisica, lasciando spazio alla possibilità di shock benefici. In secondo luogo, mettere in relazione il significato di sopravvivenza all’evitamento di situazioni minacciose per la sopravvivenza, rappresenta un passo verso una teoria propriamente esistenzialista della psicoterapia.

Un altro modo di apprendere è quello di copiare, per imitazione. Se tale copia viene fatta inconsciamente, la psicoanalisi la considera correttamente come un processo di identificazione. Ma supponendo che tutta l’identificazione inconscia sia introiezione e omettendo la distinzione tra identificazione con il comportamento di qualcuno (che è vero apprendimento; per esempio, nell’acquisizione di una abilità) e identificazione con il comando di qualcuno (che non è apprendimento ma sottomissione), quindi omettendo l’intero processo di assimilazione, tutta teoria diventa confusa. Inoltre, se l’oggetto introiettato è, come Freud insiste, un oggetto d’amore, allora la teoria introiettiva diventa assurda. In realtà introiettiamo, inghiottiamo, evitiamo di assaggiare e masticare ciò che non ci piace, non ciò che amiamo. Le introiezioni e gli engram sono corpi estranei nell’organismo. Entrambi devono essere dissolti per essere assimilati in modo tale da contribuire allo sviluppo della personalità.

A complicare ulteriormente le cose, c’è la gioia che alcuni bambini traggono dall’obbedire ai comandi di un adulto. Questa è una forma di identificazione sicuramente non basata sull’introiezione, ma piuttosto sulla confluenza.

L’essenza dell’introiezione è che qualcosa è stato inghiottito e rimane materiale estraneo nell’organismo. Non essendo assimilato, può essere recuperato e riassorbito; questa è una parte essenziale di ogni terapia di successo. La psicoanalisi non ha trascurato casi di questo tipo, che chiama introiezione totale. Un bambino ha vissuto la dolorosa esperienza di una visita dentistica; in seguito, gioca a fare il dentista con un altro bambino come paziente. Perché? Perché ama il dentista? Certamente no! E altrettanto non è utile introdurre nella teoria della libido ogni sorta di teorie ausiliarie del transfert e di azioni simboliche paterne per spiegare forzatamente le questioni complicate.

Anche in questo caso parte del concetto di sopravvivenza di Dianetics semplifica la nozione teorica: dice che drammatizziamo la valenza vincente; se non possiamo farlo, ci ammaliamo. Poiché nella lotta per la sopravvivenza il più forte ha le migliori possibilità, e agli occhi del bambino il dentista è più forte del paziente, l’identificazione tende ad essere con la parte al potere.

Le mie osservazioni a lungo termine sono in accordo con questa intuizione dianetica. Il nevrotico ha una compulsione a vincere a qualsiasi prezzo. Questa è stata riconosciuta come pulsione di potenza; Adler e i post-Adleriani lo hanno sottolineato. Ciò che non è stato sufficientemente considerato è il fatto che il paziente manipola il terapeuta in modo tale che da avere la meglio su di lui. Questa manipolazione supera di gran lunga l’importanza del meccanismo del transfert. Che aderisca o resista, porti sogni che sconcertano o che piacciono, voglia uccidere o annientarsi – in qualche modo deve avere la meglio sul terapeuta.

Tenendo conto di questo bisogno compulsivo di dominanza, le nevrosi ossessive diventano più facili da curare, cessano di essere lo spauracchio della terapia. Basta rendersi conto che sia la parte costretta che quella costringente della personalità divisa (in parti uguali) vogliono la vittoria. La parte del top-dog (la vincente) manipola con il bullismo, la punizione, ecc.; l’underdog (la perdente) manipola con le promesse vuote, la procrastinazione, la dimenticanza, ecc.

Nel linguaggio di Dianetics, entrambe le parti vogliono essere nella valenza vincente, portando così la guerra interna a una situazione di stallo. Oppure, come Freud ha così ben espresso: “Se avete due servitori che litigano, quanto lavoro potete aspettarvi di fare?”. Solo che qui non ci sono due servitori che litigano, ma due padroni gemelli.

Non c’è niente di sbagliato nel volere il successo e la vittoria, ma c’è tutto di sbagliato con la vittoria nevrotica per la vittoria e non per il beneficio. Disprezzare il terapeuta, ingannarlo, renderlo impotente facendo l’ottuso, ecc., sono gli strumenti preferiti, ma tali mezzi inadeguati non aiutano il paziente a ottenere vittorie dove ne ha bisogno: nella sua attività, sul suo campo di studio, nei suoi giochi. Inoltre, deve imparare che anche senza la vittoria la sua sopravvivenza non dipende dall’ammalarsi, manipolando un “alleato” affinché si prenda cura di lui. In breve, il nevrotico non ha agli antipodi la salute e la malattia o la vittoria e la sconfitta, ma piuttosto una dialettica distorta: le sole alternative di vittoria o malattia.

La principale differenza tra la psicoanalisi e Dianetics è questa: l’analista lavora gran parte con le interpretazioni, cioè con i concetti, sperando che il fulmine dell’intuizione un giorno possa colpire e far capire al paziente che non è più un bambino e che sua moglie non è sua madre. Dianetics, d’altra parte, si basa (almeno esplicitamente) solo sull’esperienza, sulla consapevolezza percettiva. Quindi ha maggiori possibilità di rettificare memorie ad hoc. In realtà, Dianetics è stata tanto parziale quanto il Freudianesimo nella scelta del materiale da trattare. È impossibile aspettarsi un’esperienza senza pregiudizi dopo che il paziente ha letto il libro di Hubbard, ma la tecnica della ripetizione, soprattutto la tecnica di contattare ripetutamente tutte le percezioni e le emozioni, e specialmente (come faceva Reich) le sensazioni fisiche, è di inestimabile valore. Il paziente vive le sue situazioni incompiute e non si limita a “parlarne”. Così egli affronta il suo alter ego più efficacemente che in qualsiasi altro approccio. Reich, se non fosse stato deviato dalla ricerca compulsiva con il microscopio e il telescopio dell’ipotetica e irrealistica “Libido” stava per sviluppare una modalità terapeutica veramente efficace.

Il presente libro non è per chiunque abbia una fissazione, un’identificazione completa con una qualsiasi delle scuole attuali. Una persona con una fissazione, come hanno sottolineato F.M. Alexander e John Dewey, sperimenterà tutto ciò che è estrano come “sbagliato”; come ho descritto, si sentirà ostile verso tutto ciò che è al di fuori del confine dell’io. Hubbard, con la sua miscela di scienza e narrativa, il suo modo bizzarro di fingere di avere qualcosa di nuovo dando nomi astratti ai processi (Rimbalzatore, Trattenitore, ecc.), il suo rifiuto della responsabilità (solo ciò che è stato fatto a voi conta), le sue affermazioni infondate, rendono facile a chiunque rifiutare in toto il suo lavoro, perdendo così ogni possibilità di estrarre qualsiasi contributo prezioso che può contenere.

Ma Dianetics è sostanzialmente diversa dalle altre scuole psicoterapeutiche? Non tutti, più o meno, trascurano o parlano del , del suo sviluppo e della sua creatività? Freud non considera solo l’immissione (introiezione) e l’uscita (catarsi) della personalità? Il suo Io non è forse qualcosa di povero schiacciato tra il Super-io e l’Inconscio, e il ruolo del sé non è nemmeno menzionato? E le scuole più progressiste si occupano molto di più del carattere, o nel migliore dei casi, del concetto dell’Io piuttosto che con le Funzioni dell’Io? Non si occupano ancor meno delle funzioni semantico-integrative del sé?

Allo stesso modo, l’eclettico avrà grandi difficoltà ad accettare ciò che è prezioso in Dianetics. Non avendo assimilato ciò che ha studiato, categorizzando piuttosto che integrando i diversi approcci, potrebbe avere diverse fissazioni invece di una, che gli impediranno di essere imparziale.

Dianetics ha inondato questo continente e ha suscitato un entusiasmo raramente raggiunto da un libro che si occupava di una questione psichiatrica, ma il fuoco di paglia si è spento non appena iniziato. La discrepanza tra le dichiarazioni e l’adempimento era troppo grande. E, come sempre, la vendetta dopo una delusione è che ci dimentichiamo di qualsiasi bene che avremmo potuto trarre da ciò che ci ha deluso.

In questo libro, il Dr. Winter si è assunto il compito di recuperare ciò che sembra essere prezioso nell’opera di Dianetics. La modestia e l’onestà dell’autore sono davvero impressionanti. Egli cerca di affrontare il problema fondamentale: come possiamo spiegare i miglioramenti e le cure che sono state ottenute con questa particolare terapia?

Innanzitutto, il Dr. Winter ci fornisce una descrizione dettagliata della tecnica e le sue opinioni sulla sua efficacia. Lascia aperta la questione se la nascita o le esperienze prenatali siano vere e proprie ri-esperienze, come sostiene Hubbard, o fantasie e proiezioni come altri insistono.

Introduce il termine di multiordinalità dell’engram. Si tratta di una valida formulazione, che mostra che un paziente deve essere reso consapevole di tutti gli aspetti percettivi, astratti, simbolici e semantici di una frase rilevante affinché vi sia efficacia terapeutica.

Cosa più importante, introduce come agente terapeutico il termine “differenziazione”, che si riferisce ad un atto di decisione razionale che afferma che le persone o le azioni non erano ciò che si era “creduto” che fossero. Così con Dr. Winter, Dianetics si sviluppa in un metodo in cui l’irrazionale, che si tratti di azione o pensiero (sostituto dell’azione), prima è sperimentato percettivamente (insieme con il suo dolore, l’obsolescenza e la follia), poi con un atto di decisione è dichiarato irrazionale (questo è di solito chiamato insight). Con questo aumento dell’orientamento è possibile riorganizzare il proprio comportamento.

L’autore si dissocia dal “Tutti possono guarire Tutti” di Hubbard; è ben consapevole dei pericoli che comporta il trattamento da parte di terapeuti inesperti. Sa che ci sono troppi nevrotici che curano gli altri per le loro stesse carenze, ma evitano essi stessi di curarsi.

Purtroppo, l’autore tende verso un’eccessiva speculazione. Queste speculazioni contrastano con l’apprezzamento accurato del nuovo approccio. In alcuni punti mi sembrano premature, anche se in altri mi sembrano valide. Inoltre, sebbene il Dr. Winter abbia assimilato gran parte della visione di Korzybski, egli (come Freud e Reich) spesso mescola il concetto di organismo nella sua totalità con i concetti obsoleti della mentalità meccanicistica.

Ogni psicoterapeuta, nonostante tutto, se riesce a superare il limite della sua beffarda fissazione (anche se solo prova la tecnica della ripetizione), riconoscerà in questo libro nuovi strumenti per la terapia. È vero che coloro che sono estremamente coinvolti in un’esistenza puramente verbale, “dimostreranno”, sempre con le parole, che tutto ciò è assurdo. Oppure, come di solito dicono: “questa è tutta roba vecchia”; oppure “ciò che non è roba vecchia è sbagliata”. Ma, il resto di voi, leggete questo libro, provate ogni tanto la tecnica, senza chiamarla Dianetics, perché questo vi stigmatizzerebbe agli occhi dei vostri colleghi. Se dopo un po’ trovate qualcosa di utile in questo approccio, ricordate che è stato il Dr. Winter a sfidare la tempesta della condanna.

Oggi dobbiamo riconoscere e assimilare tutti i fatti terapeutici nel nostro settore; allo stesso tempo, dobbiamo evitare la pericolosa tentazione di dichiararne uno una panacea. Questo vale per Dianetics come per il recupero del Complesso di Edipo, la stabilizzazione del sistema del sé, la perfezione dell’orgasmo, la dissoluzione dell’armatura del carattere, il riorientamento delle reazioni semantiche, la riconciliazione di animus e anima, il ricondizionamento di riflessi obsoleti, la completa assimilazione di introietti, ecc… tutti questi aspetti sono preziose astrazioni della funzione dell’essere umano nel suo ambiente. Tuttavia, dobbiamo astrarre, ossia scoprire molte più di queste funzioni per ottenere un orientamento completo e affidabile. Allora, e solo allora, arriveremo a una classificazione delle nevrosi e agli specifici trattamenti, o, idealmente, a una teoria centrale che unisca tutti i fatti e i trattamenti senza incoerenze, compartimentazioni o punti ciechi.

 

Frederick Perls, M.D., Ph.D.
Los Angeles, Maggio 1951

 

 

 

 

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Sulla Porta di OT

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 M. non ha mai voluto scrivere i suoi successi,

memore forse delle imposizioni della chiesa.

Qui nessuno l’hai mai spinta,

ma siamo felici che abbia voluto

condividere con noi queste riflessioni

su quello che è ora il suo punto di vista

 

Mi sento più sveglia, più lucida, più in PT e sono anche più veloce nel fare le cose. Risento di meno dell’ambiente esterno e delle drammatizzazioni degli altri. Inoltre ho una migliore percezione di me come essere spirituale e anche degli altri come esseri, comincio a vedere il MEST come una cosa più governabile e dominabile, come una cosa di livello inferiore rispetto al Thetan. Questo concetto è spiegato in Scienza della Sopravvivenza che ho letto qualche anno fa, ma adesso mi risulta più chiaro nella vita pratica e reale. Mi sento a un livello più alto di quando ho attestato Clear e comincio a capire perché si dice sempre che un Clear dovrebbe non fermarsi li ma proseguire sul Ponte.

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Il momento dello “shock”!

 

 

Ecco un articolo interessante di Ron:

Il nostro Luc, appassionato ricercatore di tesori nascosti

nonché ottimo “cane da tartufi”,

lo ha scovato e tradotto per noi.

Buona lettura

Grazie Luc!

 

 

Tratto dalla seconda parte del PAB 80 del 17 aprile 1956.

TROVATO IL LIVELLO PIU’ BASSO DI DIANETICS

Sarà una buona notizia per tutti quei vecchi Dianeticisti fanatici degli engram (che sono ancora convinti che io avevo VERAMENTE fatto centro con Dianetics) sapere che non ho dimenticato ne loro ne il soggetto.

Dianetics si è improvvisamente riavviata su una scoperta che ho fatto recentemente in un area, dove uno avrebbe potuto pensare che nessuno nuova scoperta fosse possibile.

L’intero soggetto dei giochi ha portato alla luce alcuni nuovi materiali. Il recente sommario sui giochi nel Operational Bullettin 17 è importante così come è breve. Ci dice che c’è una motivazione centrale su ogni dinamica, la quale indica la differenza tra auto-determinazione e pan-determinazione. Uno è un maestro di qualsiasi gioco quando può dare una non-parzialità o, in altre parole, gioca su entrambi i lati. E’ impegnato in un gioco (auto-determinazione) quando può giocare solo su un lato. Il gioco di squadra avviene in un gioco dove si sta giocando solo da un suo lato. Ma il pan-determinismo totale, sarebbe l’abilità di giocare su qualsiasi lato o in qualsiasi squadra, essendo capace di giocare su qualsiasi livello di ogni dinamica.

Ma la cosa importante qui è che i giochi sono “sopraffacenti”. Quando una persona comincia a non essere disposta a sopraffare, allora, naturalmente, incomincia a non essere disposta a vincere e così perde la pan-determinazione e cade nell’auto-determinazione. I giochi sono, per i nostri scopi di auditing, “gare di sopraffazione”. La sopraffazione primaria è prendere spazio. Anche nei sedentari scacchi lo scopo è prendere spazio e il gioco finisce con un certo spazio, identificato incidentalmente dal pezzo occupante, viene sopraffatto ma non invaso. Questo gioco molto saggio degli scacchi, ovviamente, afferra veramente la questione, dato che nessuno può VERAMENTE sopraffare una cosa senza spazio, cioè un thetan. Gli scacchi finiscono con lo spazio “comandato”, il re opposto non preso, solo “sopraffatto”. Così si può dire che la vita è una “gara di sopraffazione”. L’uso di forza, spazio, pezzi, problemi, strategie e tattiche si risolve nella semplice idea di “sopraffazione”. Una guerra ed un business differiscono solo perché il primo usa la forza per sopraffare, mentre il secondo usa pubblicità e prodotti.

Un compagno di squadra è qualcuno che ti assiste nella sopraffazione del nemico. L’aberrazione è principalmente la sopraffazione dei compagni di squadra (obbiettivo sbagliato). Quando uno vede la vita come una complessità di tentativi di sopraffare, comincia a capirlo piuttosto bene. Due persone potrebbero giocare molti giochi, alcuni tra di loro, alcuni con altri. Essi sono avversari in alcuni e compagni di squadra in altri. Essi hanno successo nella misura in cui definiscono i loro giochi E sopraffanno i giusti nemici per ogni gioco. Il matrimonio fallisce solo perché i giochi diventano confusi tra marito e moglie.

Bene, avendo visto questo, torniamo ancora a guardare Dianetics. L’engram stava sopraffacendo il Preclear. Audendolo con la tecnica di Dianetics facciamo sì che il PC sopraffaccia l’engram – A PATTO che noi come auditor non stessimo semplicemente usando Dianetics per sopraffare il PC. Leggete delle cose che rendono l’auditing possibile nella “Tesi Originale” del 1947. La verità era lì, la ragione di base no.

Molto bene, se noi stiamo cercando di sopraffare gli engram, COSA stiamo cercando di sconfiggere? La definizione di engram è “un momento di dolore e incoscienza”. Questo dovrebbe essere espresso, più tecnicamente, con “un’immagine di energia-spaziale che rappresenta un momento di dolore e incoscienza e contenente percezioni”.

Beh qual è la nuova scoperta? E’ un pezzetto negli engram che è PIU’ IMPORTANTE del dolore e del incoscienza. Questo pezzetto può essere spiegato brevemente con “il momento dello shock”. “Il momento dello shock” è quel periodo di realizzazione del corpo e dal thetan che una sopraffazione è avvenuta.

Come ho detto, la sopraffazione non consiste di spazio, energia ed il resto. E’ l’idea che è avvenuta una sopraffazione. Il vincitore è convinto (a volte sbagliando, come quando la prima guerra mondiale divenne seconda guerra mondiale) di aver sopraffatto l’avversario. Il perdente è convinto di essere stato sopraffatto.

Per le meccanica della sequenza atto overt-motivatore, una persona che sopraffà molto a volte rimpiange di averlo fatto. A volte il sopraffatto (molto comunemente) prende la valenza vincente, diventando la persona o l’oggetto che l’ha sopraffatto. Quindi se uno vince, spesso lo rimpiange (il fenomeno dei terminali accoppiati è al lavoro qui) e quando perde a volte diventa il vincitore in persona.

Qui abbiamo la proposizione che uno può vincere troppo spesso o perdere troppo spesso. Questo come si adatta in Dianetics? Si adatta come: il momento di idea di una sopraffazione.

Alcuni combattenti, sanguinanti e mal ridotti, non cedono all’idea di essere stati schiacciati. L’engram ricevuto è, dunque, inefficace contro di loro. Quasi intoccati, alcuni credono di essere stati sopraffatti e, così, un piccolo lock assume il valore di un grande engram.

Alcune persone giocando contro altri, ritengono troppo rapidamente di aver vinto; essi hanno l’idea di aver fatto una sopraffazione. Certamente è una vecchia tattica quella di far credere al nemico di aver vinto e poi sorprenderlo: non Queensbury (NDT. Si riferisce alle regole della box) ma efficace. Quando questa cosa avviene il “vincitore” diventa sospettoso di aver sopraffatto e rischia di diventare troppo ansioso. Infatti può diventare così incerto a proposito del sopraffare gli altri che, alla fine, deve provarlo a se stesso con cadaveri stecchiti e niente di meno può bastare. E un “vincitore” può diventare anche più ansioso di così, come lo sono ora molte persone; lui può pensare che nessuna evidenza di aver sopraffatto gli altri è valida e così rigetta l’idea di aver sopraffatto. Iniziare a vincere qualcosa provocherà un ansia che porterà ad un contro-postulato in lui. Restimolando locks e engrams di ansia, diventa incerto ed indefinito. Vergogna, colpa, rimpianto, si accendono al pensiero di una vittoria. Perché? Non può avere l’idea di sopraffare gli altri con qualsiasi tipo di positività. Così può vivere vincendo ogni mano e sentirsi completamente sconfitto; per lui, nessuna evidenza di aver sopraffatto qualcosa è valida; deve diventare più grande, impegnarsi di più, ma la “malattia” resta con lui e alla fine conclude che è stato sconfitto.

 

Il solito “venditore di libertà”, l’agitatore, nella sua irragionevole e dannosa insistenza sul non avere regole e barriere per tutto, è capace solo di raggiungere una no-game condition. Va in quella direzione perché non sente possibile una vittoria. Allo stesso tempo può essere complicato da una certezza che lui sta venendo sconfitto ad ogni mano, non importa quali evidenze ci siano. Così deve assumere ruoli sempre più scorretti e convincenti, fino a che alla fine si arriva allo sparare per strada. Così, i regicidi di Francia, non poterono essere liberi anche quando uccisero il re e tutta la sua nobiltà; erano così poco convinti di aver vinto che persero prontamente eleggendo Napoleone come imperatore. Da morti, il re e la nobiltà, hanno comunque vinto nella menti dei radicali francesi, PERCHE’ i radicali non hanno avuto l’idea di sopraffare.

 

Nel campo degli engram questo diventa importante. Significa che gli engram spariscono, si cancellano rapidamente QUANDO il preclear riguadagna l’abilità di AVER L’IDEA che ha vinto e che ha perso. Questo spiega la misteriosa efficacia del Processing Di Scala Ascendente, così come sviluppato negli ultimi giorni di ricerca di Dianetics. Spiega anche perché molti PC non riescono a percorrere engram. Spiega anche perché la mia prima tecnica di dare piccole vittorie sui lock accendeva il sonico e la visio. Spiega anche perché alcuni auditor non avevano successo: loro non concedevano al PC di sopraffare alcunché e, gli auditor stessi, dovevano sopraffare i PC ed usavano gli engram per farlo. Gli auditors non sapevano che stavano facendo questo – loro erano i primi a sentirsi affranti per il caso fallito; era solo che quel sottile fattore era al lavoro, più potente del dolore e del incoscienza dell’engram.

 

Bene, questo mette a nudo la cosa. Ma c’è di più su questo soggetto e ne parlerò più avanti.

 

La ricerca di Dianetics e Scientology ha ancora i suoi momenti eccitanti. Almeno NOI STIAMO vincendo.

RON HUBBARD

 

 

 

 

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Flavia ora è Clear

arcobaleno

Il sole radioso di questa bella domenica primaverile

fa da degna cornice

al magnifico risultato ottenuto

dalla nostra Flavia.

CLEAR!

” Stiamo liberando gli uomini nell’unico modo in cui possono essere liberati:
migliorando la loro capacità di Avere, migliorando la loro capacitò di Fare e
garantendo loro ancora una volta la facoltà di Essere”. L.R.H.
(Dal Congresso di Londra sulle radiazioni nucleari, sul controllo e sulla salute.
Conferenza dal titolo Havingness.  Aprile 1957)
Clear attest
21.04.2018
E’ stato un percorso, lungo il quale grazie all’aiuto di più persone, in particolar modo Paolo R., Elena, Renzo, Sandro, Guido, Rosario, Paolo, ho raggiunto uno stato di “essere” che mai avrei immaginato. E’ la sensazione di una grandissima forza dentro, che ora voglio mettere ancora più a disposizione degli altri per far si che anche altre persone raggiungano questa pace e sensazione straordinarie di esseri liberi.
Sto già vedendo gli effetti nella vita quotidiana, ma quello che apprezzo maggiormente e` una pura emozione nel vivere questo magnifico universo, consapevole delle enormi potenzialità che ho.
Sensazioni, emozioni, percezioni, tutto è esploso all’ennesima potenza, portandomi ad una voglia immensa di aiutare ma in modo “libero” gli altri.
Decisamente QUESTA ORA E’ VITA!!!
Flavia

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La comunicazione, gli universi e tutto quanto…

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Qualcuno ha detto che i gradi sono i livelli OT di questa vita.

Credo proprio che sia vero!

 

 

Attestazione Grado 0

Quando ho iniziato il Grado Zero, ho cominciato a percepire gli ostacoli che mi impedivano di comunicare con l’universo fisico, con cose e persone. Questi ostacoli erano formati da carica oltrepassata che pressavano la mia mente e mi impedivano di comunicare liberamente.

Ho compreso che comunicazione significa essere capaci di emanare un flusso nell’universo fisico e mettersi in contatto con esso, scambiare attraverso di esso informazioni sia con persone che con materia energia spazio e tempo (MEST), su tutti i fronti.

Man mano che si comunica, scompaiono le barriere che noi stessi creiamo.

ARC Anakin SW

 

Attestazione Grado 4

Il mio successo in questo Grado è stato “devastantemente enorme” in quanto la consapevolezza di essere libera dall’universo fisico mi rende molto più serena e soprattutto non sono più alla costante e ripetuta ricerca di “tornare a casa”, in quanto la vera CASA sono io e non un luogo.

Ho rotto uno schema importante che da sempre mi ha condizionata, e la libertà, valore per il quale mi sono sempre battuta, l’ho capita veramente solo ora.

Questo percorso lo dobbiamo fare tutti per tornare consapevoli di chi veramente siamo e dell’enorme potenza e valore che abbiamo!!!

Grandissima stima e affetto per chi mi sta accompagnando in questo percorso e per chi l’ha scoperto!

F.

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Super P…

 

Super Poteri, questi sconosciuti!

Mai argomento fu più discusso ed interpretato

nei corridoi dei templi e delle chiese.

Specchietti o carote, oppure Realtà agognate

da raggiungere o ritrovare?

Ecco un interessante punto di vista

del nostro GB 

 

Ho da poco terminato Grado V e Va, in altre parole Power e Power Plus 🙂
E’ stato subito dopo il Grado V che mi è venuta l’idea del Rud di KRC. Perché mi sembrava strano che non esistesse e mi sembrava ci dovesse proprio essere. E’ stata una naturale conseguenza delle mie Cog.
Questi procedimenti, seppur indirettamente, lavorano con il triangolo di KRC, come suo conseguente sviluppo.
Ho deciso di intraprendere questi Gradi, ed ora mi accingo al Grado VI (R6EW) e poi al VII (Clearing Course), per desiderio di approfondimento. Se n’è discusso a lungo di questi Gradi “messi da parte”. Nonostante io abbia attestato Clear con NED, ho chiesto a Paolo il mio C/S di poterli intraprendere comunque. Il mio scopo è di conoscere in modo più approfondito Scientology, senza trascurare la tech sui GPM che ha richiesto anni di studio e ricerche. Quale modo migliore se non provare direttamente l’esperienza? Naturalmente vi terrò aggiornati e non mancherò di dirvi tutto ciò che ritengo possa essere utile.
Grado V e Va li ho percorsi molto rapidamente e gli E/P sono arrivati con molta facilità. Ho trovato questi procedimenti molto utili e interessanti: ho avuto una notevole comprensione sul modo in cui ho maneggiato le condizioni in cui mi sono trovato e, quindi, sul mio grado di causatività e di responsabilità lungo tutta la traccia. Ho visto ancor più chiaramente che cosa mi ha intrappolato e come io stesso, nel corso dei millenni, ho contribuito a intrappolarmi ancor più. Ho visto anche che cosa ha determinato la mia evoluzione spirituale e come sviluppare ulteriormente la mia determinazione.
Per quel che ho sperimentato voglio “spezzare una lancia” a favore di Ron e della Scientology dei primi anni ’60. Il Power non era inteso in modo distorto, come “superpoteri”, dominio sugli altri e così via, bensì come una maggior capacità di maneggiare le difficoltà della vita, assunzione di responsabilità e riscoperta della propria causatività, quindi consapevolezza del proprio potere di scelta.

GB

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Archiviato in Casa Minelli, LRH, OT, Scientology indipendente, SUCCESSI

Nel Regno di Gianos

moebius

Ecco qui, gentili lettori,

un racconto breve del prode Seal.

Un indy che più indy non si può!

Divertissement, realtà parallele?     Chi può dirlo

Enjoy it

 

Benvenuto Giocatore,
sei giunto nella simulazione finale: l’universo olografico denominato
Il Regno di Gianos.
Probabilmente ti sentirai alquanto confuso, non preoccuparti di ciò!
Il senso di disorientamento è noto e coinvolge tutti i nostri agguerriti partecipanti.
Il vero discriminante è rappresentato da una nuova variabile che abbiamo
implementato in quest’ultima release: il tempo.
Forse ti sei già reso conto di questa nuova e strana sensazione: un’impressione di
movimento, ma non un semplice movimento nello spazio…
Uno scorrere incontrollato di attimi, e istanti, consequenziali tra di loro.
Presumiamo che sia proprio tale implementazione la più disorientante per i nuovi arrivati.
Le parole di questo testo ti appaiono già incredibili? Se è così ho fatto davvero un
buon lavoro!
Sì, le mie asserzioni sono ormai irreali.. eppure stai continuando a leggere, non è
forse così?
Probabilmente ciò è riconducibile a quella strana sensazione, esattamente quella
vibrazione che stai sentendo viva dentro te mentre presti attenzione alle mie
parole:
uno strano senso di euforia, accompagnato da un febbrile stato di eccitazione e
gioia, che non riesci a spiegarti.
Ecco, hai appena scoperto il primo discriminante per riconoscere una verità!
Quando ti capita di sentirti in questa condizione, significa che ti stai confrontando con una verità e tu, da uno stato superiore, la riconosci snodando i falsi accordi generati dall’influenza di questa realtà apparente e artificiale.
TI ho appena rivelato la chiave, la tua possibilità di vittoria!
Forse prendendo dimestichezza con tale strumento inizierai a sentire la testa più
leggera.. forse le persone intorno a te sembreranno rallentate.. forse, forse..
 
Adesso la tua mente logica, quella componente del tuo pensiero maggiormente
influenzata dalle regole minuziose della mia simulazione, sta sicuramente
tentando di dare una spiegazione razionale e accettabile del presente fenomeno.
Questa intelligente prostituta intellettuale potrebbe addirittura indurti a credere
che le pagine di questo libro siano state infuse di qualche strana droga
allucinogena.
Fai pure i controlli del caso, non troverai nulla!
Se quando leggerai tali parole lo starai facendo mediante un dispositivo dotato di
una cosa che sarà chiamata schermo, allora fatemi davvero i complimenti..
perchè la situazione sarà andata davvero oltre ogni mia più rosea previsione…
Se invece stai attingendo a tale disquisizione mediante un
olicotore trokos, beh che dire.. credo che la cosa sia del tutto sfuggita di mano..
Conoscenza, quella vera, è identificazione e realizzazione grazie al confronto.
Quindi, se sei abbastanza sveglio ti starai già chiedendo: conoscendo una cosa se
ne acquisisce il potere?
Come faccio a prevedere tutti questi fenomeni? So che ti sembra assurdo, ma per
me è così ovvio e semplice!
Chi sono io? Io sono Gianos e tu sei nel mio Regno!
Io sono il creatore e tutto procede secondo le mie intenzioni.
Pure tu se seguirai le mie indicazioni potrai accedere a tale conoscenza e
imparare ad esercitare il controllo su questo ambiente.
Non abbandonarmi e io non ti abbandonerò.
Grazie per aver scelto il Regno di Gianos,  ti auguriamo una buona permanenza
e di tornare a Lumus da campione!
Seal

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Successi Pasquali

 

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Bene,

ecco i successi di cui avevo accennato nel precedente articolo.

Spesso le parole non riescono a spiegare la grandezza dei cambiamenti

che avvengono con l’auditing.

Ma sono certo che possiate coglierli leggendo queste due testimonianze.

 

Completamento del Purification Rundown

Consiglio questo programma a chiunque abbia voglia di
riprendersi la vita in mano purificandosi a fondo da
tutte le sostanze tossiche che ti annebbiano la mente.
Non è facile ma neanche impossibile.
Chi inizia è già a metà dell'opera.. ci vuole solo forza di
volontà che man mano si procede aumenta sempre di
più. Mi sono tornate emozioni che non ricordavo di
avere , insomma sono ritornato a vedere il mondo
attraverso un occhio migliore.

A.

 

Completamento di OT III

Credo di aver raggiunto un punto in cui ho maggiore consapevolezza, di ……. mi dà interferenze sul funzionamento del corpo. ………..tranquilli. Non ho più l’attenzione sulle malattie fisiche come cose inspiegabili, capisco bene cosa le provoca e non gli do importanza! Il corpo va per la sua strada e io so che posso continuare nella mia. Una maggior fiducia nella vita, vedo le cose che mi stanno intorno e le persone belle!

M.L. a Ron e a L.

F.

 

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Passare oltre

IMG_5495Mi piace l’etimo della parola Pasqua perché definisce molto bene quale dovrebbe essere il senso della celebrazione di questa festività.

Il passare da una condizione di essere ad un’altra più elevata.

Ed è questo l’augurio che la Minelli family fa ad ognuno di voi lettori.

Ed è quello che, tra l’altro, hanno fatto tra ieri ed oggi due belle persone indy.

Una ha attestato il Programma di Purificazione, l’altra ha attraversato con successo il primo muro del fuoco: OT III.

A breve le loro testimonianze.

Allora… Buona festa del passaggio a tutti voi!

Guido

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Lady Oscar

 

lady oscar

Un auditor indipendente del nostro gruppo

mi ha mandato questa lettera.

Come lui dice:

Ti mando questa lettera di Lady Oscar indirizzata a te.

Sarebbe contenta se tu potessi pubblicarla interamente.

E’ un po’ lunga ma si legge d’un fiato.

C’è passione, c’è grazia, c’è ironia, c’è furore.

E’ una testimonianza che va dritta al cuore.

Fammi sapere se la pubblicherai.

 

E’ vero mi è arrivata dritta al cuore, e credo

che arriverà anche al vostro

 

Caro Guido,

è da un po’ che seguo il tuo blog, Scientology Libera- La Reception, specialmente dopo che sono stati pubblicati i successi di una persona a me molto cara, bellissimi successi e per me davvero inattesi. Mi congratulo con te perché stai dando spazio a importanti e interessanti scambi di opinioni e testimonianze coraggiose, molto opportune in questo momento storico per Scientology.

Forse è vero che solo dopo aver toccato il fondo si possa alla fine risalire la china. Con il senno di poi devo dire che in tutto il mio percorso nella Cofs, alla fine della fiera ho constatato solo sepolcri imbiancati, cadaveri imbellettati e infiocchettati in eleganti pacchi regalo, dove dentro, al massimo, non c’era niente o, nella peggiore delle ipotesi, la disperazione di dover dissimulare più che mai che tutto andasse bene, quando invece la condizione era quella di un annullamento e di una dominazione alla pari di uno schiavo o di un robot. Questi ultimi due anni sono stati molto difficili per me, pieni di dubbi, pieni di problemi fisici, e con l’universo materiale, pieni di turbamenti e sensi di colpa. Non dico niente di nuovo, perché è la storia di tutti noi belli e brutti, ricchi e poveri o semplicemente “umani”.

Non so come abbia fatto a salvarmi dopo trent’anni nella Cofs, dove ho passato i migliori anni della mia vita. Come che sia, a un certo punto, durante un procedimento di auditing, mi sono trovata sulla soglia dell’area tra le vite, e ho pensato che non fosse giusto essere ulteriormente spinta giù, senza la mia volontà, in quel baratro di disperazione accumulata dove, nella speranza di risolvere i problemi del mio caso, mi ero lasciata portare.

Mi è balenato in quell’attimo che avevo dato alla Chiesa i migliori anni della mia vita, delle mie energie e anche di tutti i miei soldi (e pure di quelli di molte altre persone che mi davano fiducia), e dunque non mi meritavo quella fine, non era giusto finire in quel modo: cornuta, mazziata e contenta di esserlo. Okay.

Tornando al presente, ogni volta che leggo un successo sul tuo blog, sento che è vero e autentico, che non c’è nessuno cui dover dimostrare che tutto vada bene a ogni costo, e che tutte le tessere del mosaico sono al loro posto, e che forse l’esperienza che ho fatto nella Chiesa perlomeno mi sia servita a qualcosa, ad aprire gli occhi e a ribaltare e spedire al mittente tutte le soppressioni ricevute, dando loro la giusta paternità. Ero bloccata in una condizione in cui non potevo avere dei terminali. Era come se fluttuassero nell’aria, erano condizioni che esistevano perché imposte dall’alto in modo assoluto, che alla fine non erano causate da nessuno. E forse è per questo che poi non c’era alcun risultato accettabile per me e per tanti altri, non solo a livello di caso, ma anche operativo. Ciò che stava operando nella Cofs era solo uno statalismo, c’era solo una linea di comando. Le cose che non sono mai causate non possono mai essere cancellate, solo le cose che sono causate possono essere effettivamente cancellate.

Avrei dovuto scoprire e comprendere in prima battuta che io o qualcuno o qualcosa doveva aver causato la condizione fallimentare in cui mi ero trovata, nonostante la mia buona volontà e aver seguito diligentemente tutte le direttive che mi venivano date.

Ho capito con il senno di poi che per quanto mi riguardava tutto era finito a puttane, perché nella Cofs e soprattutto in quella Organizzazione chiamata Sea Org – dove, ribadisco, ho trascorso appunto i migliori anni della mia vita – non veniva mai riconosciuta in primo luogo la natura individuale di ogni persona, e che dunque noi non eravamo persone ma solo robot intimoriti costantemente da un controllo e una pressione poliziesca statalista, anzi stalinista. Eravamo solo robot, cioè macchine che qualcun altro dirigeva. Non si entrava mai in contatto con l’Operatore dei Robot, si contattavano solo i robot: poliziotti robot eravamo. Ciò nondimeno c’era qualcuno che li muoveva dall’alto come pedine sull’intera scacchiera.

Dopo tante vicissitudini, frastornatata e intontita, non so come, ma sono riuscita a fuggire in tempo, a uscire da quella trappola prima che le sbarre di un fatidico cancello mi chiudessero dentro in modo inesorabile, rendendomi ancora più chiara una scena generale, che ahimé così chiara non è nella migliore accezione del termine. Oggi mi sento come Roy Batty in “Blade Runner”, mentre libera la colomba nella pioggia, emozionalmente le vibrazioni sono quelle. Mi dispiace per quelli che, ignari, sono rimasti dentro, per gli amici che ho lasciato lì, preda di un mostro dai lunghi tentacoli che brama oro e si nutre della vitalità degli esseri.

Nel novembre del 2012, con mia grande sorpresa sono rimasta incinta, dopo svariate rassicurazioni da parte della ginecologa che per me fosse più facile vincere al superenalotto. Ero al settimo cielo, sì, un po’ spaventata, ma felicissima di aver trovato un corredo genetico compatibile al mio. Il mio compagno di vita è la mia copia al maschile e avendo gli stessi difetti e gli stessi pregi, ogni problema si annullava in se stesso. Avevo 42 anni, si poteva ancora fare, e io ero pronta ad affrontare quest’avventura. Per la prima volta nella mia vita ero superconvinta che tutto sarebbe andato bene. Non avevo pensieri negativi, tutti i somatici erano spariti, ero calma e serena.

Avevo stupidamente comunicato la notizia di essere incinta ad alcuni amici scientologist, prima della fine del terzo mese. Alla mia originazione, dalla maggior parte di loro, compresi anche staff, invece di rallegramenti, ci fu un’unica risposta: “Oh, e adesso come fai ad andare sul VII?” Così alla fine del secondo mese, improvvisamente lui ha smesso di crescere e si è fermato (neanche il tempo di sentire il battito). Era tutto perfetto, ma aveva smesso di crescere: era abortito. La ginecologa mi comunicò questa notizia con la freddezza di un macellaio che ti dice che la costata è finita. Per me era l’ultimo treno e io lo sapevo. Quell’evento, quel dono, era stato spontaneo, senza sforzo, senza nessuna negatività, una specie di stato di grazia. Il treno era sfrecciato via senza di me, e quel giorno mangiai un intero barattolo di Nutella. Nonostante tutto sono riuscita a risparmiarmi l’intervento, grazie a un magnifico ginecologo della clinica Mangiagalli che mi ha fatto abortire spontaneamente, coperta di attenzioni e gentilezza estrema, senza mai farmi sentire una menomata (cosa che invece sentivo dentro di me). Accidenti, per la prima e unica volta nella mia vita che avevo una certezza ferrea del futuro, avevo sbagliato.

Non c’era più niente, solo “Devi andare sul VII, altrimenti… quello è morto… quell’altro si è ammalato… quello è andato fuori di testa… i somatici li maneggi solo sul VII. Ci vogliono soldi, tanti soldi. Devi produrre soldi, ecc., ecc.”

Nel frattempo, continuavo a lavorare con questa scientologa R., che mi sembrava sempre più spaventata e paranoica sulle questioni lavorative e sullo stato mentale del marito, che dopo gli “Ls” aveva iniziato a fare cose strane, tipo fare pipì per strada, fino ad arrivare ad azioni più estreme che non mi sento di citare. C’era un clima da caserma SS, e ogni giorno una riunione sulla ricerca del potenziale SP dell’azienda, con interrogatori interminabili e investigazioni varie, e lei che mi accusava di perpetrare atti soppressivi nella sua azienda, così me ne sono andata, e ho ricominciato a lavorare da un’altra parte.

Comunque, il mio problema principale era senpre quello: come fare per andare avanti sul Ponte. Per ragioni di “caso” non potevo più viaggiare, né treno, né aereo, né nave, a malapena in macchina, andando alla velocità di Nonna Papera. Fisicamente stavo abbastanza bene, ma sempre con stati d’ansia e forme di pseudo ipocondria. Decido di andare a SH a fare un programma che il C/S di Flag aveva messo giù per me “taylor made” sul “soggetto dei viaggi”. Faccio circa 4 intensivi: risultati 0. Era tutto come prima e non facevo altro che testare se avevo ancora paura di quel mezzo, piuttosto che dell’altro (una specie di Self-Listing). Ovviamente per fare tutta questa operazione, tra viaggio e intensivi, sono andati via un sacco di soldi, che puntualmente il mio amico T. mi elargiva, nel cercare di aiutarmi a migliorare la mia condizione. Ma, il “maggior bene” era fare qualsiasi cosa pur di arrivare su OTVII, dove avrei maneggiato tutte queste difficoltà di caso e nella vita. Così mi dicevano, così mi dicevo. Una volta a SH per il “pgm (programma) sui viaggi”, continuavo a dire all’auditor che da troppo tempo avevo questo continuo PTP di come raggiungere Flag, che non vedevo soluzione e che continuavo a sentirmi in un “cul de sac”, perché avevo i somatici, ma i medici non mi trovavano mai niente. In session non risolvevo niente, e che se comunque fossi andata a Flag, mi avrebbero rimandata indietro per le mie crisi d’ansia e somatici. Gli ripetevo che venivo tempestata da comunicazioni terroristiche, basate sul fatto di essere rimasta su OTV da troppo tempo, e che velocemente avrei dovuto progredire su OTVII, per non incorrere in ulteriori guai fisici o chissacché. Detto: ignorato. Detto: ignorato. Detto: ignorato.

Insomma, già da un po’ continuavo a pensare che su di me la Tech non funzionasse. Detto anche questo, risultato: “Maneggiamo i criteri nascosti”. Ne avrò maneggiato almeno 5/6, e ogni volta mi sembrava quello giusto, ma niente cambiava. Davanti a me vedevo solo nero pece.

Poi è arrivato il 2014. e: “Udite, udite: tutti gli scientologist del mondo, o almeno il 90/95% devono rifare il Purif, e fare il Survival RD (gli Oggettivi), con l’aggiunta del nuovo Student Hat, come prerequisito, per andare su OTVII”. Beh, lì mi sono cadute le braccia per terra e si sono sgretolate come il masso di Sisifo. Non era possibile che si aggiungesse sempre qualcosa, e pure era così, c’era una Golden Age di qualcosa ogni anno, e ogni Event sbandierato mi inquietava. Inoltre i vecchi E-Meter Quantum erano ormai da esporre come pezzi da museo, perché tutti dovevano avere il nuovo E-Meter ufficiale. Guardavo sconsolata i miei due poveri E-Meter da battaglia. Quel poco di speranza alla quale mi aggrappavo, cercando di scacciare continuamente lo spauracchio della parola “FINE”, era ormai diventato un sottile lumicino.Contestualmente, l’evoluzione per Milano Org Ideale andava avanti, e io, quasi ogni settimana, facevo una donazione, convinta che fosse il maggior bene e che fosse giusto avere un Org che consegnasse un Ponte Standard, e che altri non sperimentassero quello che avevo sperimentato io.

Era diventata un’ossessione, e io a volte non rispondevo al telefono, o non andavo a studiare perché non avevo altre soluzioni da dare (cioè soldi), per poi sentirmi in colpa per aver mancato la comunicazione o aver dato “verità accettabili”, che poi erano bugie. Insomma, alla fine sono arrivata a donare 60 mila euro, dando fondo a tutto quello che avevo. Addirittura ingannando il mio amico T., che non ne voleva sapere né di donazioni, né di Org Ideali. Anche a lui avevo chiesto dei soldi, dicendo che mi servivano per l’auditing, per un’offerta di intensivi a Flag, mentre in verità, erano destinati per l’Org Ideale. Tutto questo, anche dietro suggerimento dei Reg di Milano, sempre in nome del “maggior bene”, dicevano. Secondo loro in questo modo avremmo aiutato il mio amico a fare qualcosa di buono, anche a sua insaputa, e che, se comunque io avevo questo power sui soldi, non dovevo invalidarlo; che quella era una mia condizione alta (cosa che nella mia mente strideva come unghie sulla lavagna). Ora, l’inganno, anch’esso era diventato il “maggior bene”.

Ho fatto questo sporco gioco anche nella stupida ed egoistica superstizione che se avessi fatto del bene, avrei ricevuto i famosi “flussi sbloccati” di ritorno, con accenni a dati del tipo che se crei un vuoto, questo si riempie (sì, ma si riempie sempre il vuoto di quello a cui dai i soldi). Tutto ciò era a causa dei miei molteplici misunderstood e ignoranza del bank, che volge sempre alla negazione della razionalità, al punto da farti osservare un argomento specioso come un’illuminazione che si allinea completamente al disegno divino.

A quel punto mio padre in quattro giorni se n’è andato alla chetichella, guardandomi negli occhi il giorno prima con un grande sorriso, e lanciandomi un bacio mentre uscivo dalla stanza. Lì, ho pensato che non l’avrei più rivisto, che mi stava salutando, e per quanto cercassi di negare il pensiero, sapevo che era così. Il lunedì 22 settembre 2014, lui è andato, e io per giorni non ho fatto altro che comunicarci o pensare di farlo, e dirgli le cose che non gli avevo mai detto. La prima settimana ho finito il trasloco e fatto il funerale, e poi sono crollata come una pera.

Vado all’Org e mi fanno un’assistenza per la perdita, poi mi dicono: “Devi fare il Purif e il Survival”. Faccio la visita per il Purif. Prima mi danno l’OK, poi me lo tolgono perché ho un dolore all’osso sacro che non passa e non si sa cos’è. Okey, niente Purif (tanto non volevo neanche farlo). Passiamo al Survival R/D, e mi trovo un twin (vecchio OTVII), più svalvolato di me, che comicia a parlarmi fuori session sui dati confidenziali di OTIII e sue supposizioni, che allarma tutta l’Org, dicendo che nel mio folder del Survival ci sono scritti dati confidenziali (cosa che si era totalmente immaginato). Continua a farmi TR 3 sul fatto che deve finire in fretta, al massimo entro pochi giorni. Facciamo una schedula serrata, ma che comincia a crearmi problemi sul lavoro, e di sonno. Insomma, io lo audisco fino a tutti i CCH da 1 a 4, ma io non ricevo session, perché non ero mai sessionabile, e avevo troppi somatici. Di nuovo giù con gli assist, e lì non ci ho visto più. Ho interrotto deliberatamente la session e me ne sono andata.

Il SNRC/S di Milano mi dice che lì non possono maneggiarmi, e che devo andare in un Org Avanzata essendo OT. Altro tsunami. Comincio a stare sempre peggio, e da SH mi dicono di andare dal medico, cosa che faccio. Faccio tutto quello che mi chiedono e parto ad aprile 2014 per la riparazione. Faccio la riparazione e a quel punto mi lascio maneggiare per finire il Survival R/D (gli Oggettivi) con l’auditor. Estorco altri 30 mila Euro al mio amico T. e vado avanti sugli Oggettivi che mi fanno stare sempre più male, fino al giorno che in session mi sento malissimo, e devono farmi un assist (ancora!). Dico che va tutto bene solo per far finire quei maledetti Oggettivi, e mi convinco che ho solo un po’ di colite, e appena a casa, mi faccio la cura con gli antispastici e tutto va a posto, mentre drammatizzo come un maiale sgozzato i 30 mila Euro praticamente rubati al mio amico, che pur di aiutarmi, un altro po’ si vende un rene. Risultato: mi sento uno straccio.

Non passa neanche una settimana dal mio ritorno a casa che una mattina sto talmente male da dover chiamare il medico d’urgenza. Qualsiasi cosa mangio mi fa male, e non vado oltre nei particolari. Altra scafandrata di esami. Li faccio tutti: tutto bene. Il medico dice: “Premenopausa… sì, però… non giustifica che tu stia così male”. Mi dice che mi conviene fare una cura ansiolitica, e inizio così a prendere delle gocce ansiolitiche per circa dieci mesi.

Mi chiamano da SH, perché nel frattempo avevo mandato una comm al C/S per spiegargli il tutto. Il C/S mi dice: “Vieni su con due intensivi e sistemiamo tutto”. Nel frattempo avevo scalato le gocce fino ad arrivare a quattro al giorno. Informo il C/S che sto ancora prendendo quattro gocce al giorno. Lui dice: “Va bene, puoi venire su e andare in session anche con quattro gocce al giorno”. Non mi era molto reale, però penso, boh, magari avranno visto “che si può fare”, (cogliona). Prendo e vado, ma questa volta non chiedo i soldi al mio amico, mi faccio un prestito. Arrivo su, e prima cosa che mi fanno fare sono gli “Assist Oggettivi”, (volevo vomitare). Poi il DoP mi spiega che dovrò fare una parte dell’OTV, in cui erano stati mancati gli E/P, e mi dice che però devo smettere le gocce dal giorno dopo, altrimenti non posso andare in session. Doccia fredda!!!!!Io gli spiego che questi ansiolitici hanno una permanenza nel plasma di diverse ore in base alla quantità presa. Se pur solo quattro gocce, le prendevo comunque da quasi un anno, e questo equivale a un periodo di astinenza di almeno 21/25 giorni.

Comunque smetto le gocce, e smetto anche di dormire e mangiare, con sudorazioni, incubi e quant’altro. Iniziano così 45 giorni d’inferno (mi sentivo dentro un “implant” che si ripeteva all’infinito). Da brava kamkaze provo comunque ad andare in session con 3/4 ore di sonno, ma l’auditing si fa difficoltoso e stridente, incerto e con sensazioni di “Dub-in” molto forti. Problemi quasi sempre all’esame. Non posso prendere vitamine, perché non mangio a sufficienza.

Termino comunque questo R/D dell’OTV, ma mi sento una merda e continuo a dirlo, e mi dicono: “Andiamo avanti con quest’altro R/D dell’OTV sui somatici”. Peggio che andar di notte. Le cose precipitano fino a che mi scoppia un mal di denti terribile (dovevo togliere il dente del giudizio, prima di partire, ma prevedendo di stare al massimo 2/3 settimane, avevo rimandato). Mi dicono di andare avanti che nel successivo programma avrei stabilizzato il tutto… Cosa mi mette giù il C/S?: l’Happyness Rundown… cosa???

Ma mi dicono di questo solo dopo avermi fatto acquistare altri due intensivi, che il mio povero amico puntualmente elargisce, visto che il mio prestito non era bastato. La stima iniziale del programma era di due intensivi, e alla fine erano diventati dieci.

A quel punto mi rifiuto di proseguire in session, e dico che voglio tornare a casa. Mi viene detto dall’auditor che quello che ci si aspetta da me, come parte di quest’Organizzazione, è che io vada dal dentista a farmi togliere il dente, e nel pomeriggio tornare in session. Io avevo un ascesso! Ho cercato di spiegargli che se anche fossi andata dal dentista, lui non avrebbe potuto fare altro che darmi una cura antibiotica per ridurre l’infezione, una cura di almeno 6/7 giorni, e che non mi avrebbe tolto il dente.

Intanto, a Milano, il mio datore di lavoro era disperato e la produzione completamente all’aria. Stavamo perdendo soldi e clienti, perché io non c’ero (dovevo stare via 15 giorni, e invece era passato un mese e mezzo).

La notte successiva, mentre dormo, mi sveglio e mi sento malissimo, con un attacco d’ansia fortissimo, la pressione molto alta e la febbre. Sveglio la mia coinquilina che chiama la Sicurezza dell’Org, che chiama l’ambulanza. Mi dicono: attacco di panico e di prendere gli antibiotici. Intanto la mia coinquilina mi manda via dalla stanza, perché si sta audendo su OTIII, e tutto questo è troppo inturbolativo per lei. Cerco alle 11 di sera un’altra camera o albergo. Nel frattempo era arrivato lì a SH un vecchio amico. Lui mi aiuta a trovare una stanza e andiamo a dormire. Dormo circa un’ora, e mi sveglio come se un camion mi avesse attraversato la testa. Intanto il mio compagno di vita stava arrivando a SH, perché era preoccupato e non capiva cosa stesse succedendo.

Io vado all’Org e ho uno scambio acceso con il Tech Sec. L’avverto che sto per andare via, e che non mi interessa qualunque azione o di etica o di giustizia che decidano di intraprendere. Il DoP mi fa capire con un segno della mano che, se fossi andata via, a loro avrebbero tagliato la testa. Non rispondo.

Il Tech Sec con tono antagonista, mi dice che avrebbero fatto ciò che era meglio per me. A quel punto è arrivato il DoP con il R/F di uscita. Mi chiede di firmare una promessa che sarei tornata non appena sistemata la questione fisica. In quel momento avrei firmato anche di far parte dei Bambini di Satana, pur di andare via. Quando è arrivato il mio compagno, ho visto un raggio di sole, mi è apparso Jesus Christ Superstar circonfuso da un alone di luce. Siamo partiti subito.

Questo è ciò che è successo intorno a me, ma ancor di più è ciò che è successo dentro di me. Qualcosa in me è scattato. Mi ero svegliata finalmente e avevo capito che fino a quel momento ero stata completamente altrui-determinata, e piena di paure per le conseguenze di etica, giustizia e reputazione, tutto questo quasi a costo della mia vita e sanità mentale (ho temuto di perderla). Ho capito di essere stata come dentro una suggestione postipnotica, dove fai le cose o pensi senza esserne consapevole, ma credendo di esserlo. Tutto mi è stato chiaro dentro quell’immensa confusione, e cioè che quella non ero io. Mi sono tornate in mente tutte le volte, quasi come uno scorrere i lock, in cui non potevo accettare di non aver avuto un successo, e che piuttosto me lo dovevo inventare, lo dovevo autocreare. Ho scorso tutte le volte in cui avevo dovuto scrivere dei successi, pur non avendoli avuti, per la paura di dire che non li avevo sperimentati.

Ma questa non è Scientology, avevo detto tante volte, ma ora ho capito che non avevo mai creduto in quella Scientology, non era questa la filosofia che mi ero immaginata all’inizio, e alla quale avevo aderito con entusiasmo. Non posso credere più a questa Scientology se non sulle cose che ho realmente vissuto, che sono vere per me! Ho capito che se fossi tornata indietro, non avrei mai voluto fare OTV, che è un livello che non ho potuto sperimentare, e che non mi ha dato niente, se non confusione, e che da quando l’ho iniziato, insieme a esso è cominciato l’inferno. A quel punto tutti i nodi sono venuti al pettine, perché per me non era più vero.

Ho visto gli altri come degli automi in una farsa di cliché stereotipati e successi confezionati, con applausi… e sorrisoni. Solo un rituale sempre uguale a se stesso in nome del Dio Statistica, o di qualche comportamente maniacale: Noi vinciamo sempre… guarda come sto bene e sono migliorato… adesso sì che la mia vita cambierà e sarà di successo… sticazzi!!!!

Mi sono venute in mente le pubblicità americane sulle prime lavatrici e frigoriferi, con Barbie che fa il bucato nella realtà plastificata degli anni ’50. “It’s just a fake”, mi sono detta… e per me Scientology non doveva essere praticato alla stregua di un predicatore che colleziona le stampelle dei miracolati. A quel punto, sarei andata direttamente a Medjugorje o a Lourdes.

Mi sono svegliata e sono tornata a vivere come il soldatino di piombo che riprende vita, costi quel che costi. Io volevo solo sopravvivere e migliorare me stessa e aiutare gli altri in base all’unica legge che ritengo vera per me, che è quella dell’ARC, e non raggiungere stati utopici che non posso sperimentare mentre vivo sotto un ponte, e non riesco a fare un buon sonno, e svegliarmi, non dico tanto, ma con un piccolo sorriso nel guardare il micio che si stiracchia, e dover anche pagare salato per questo condizionamento. Ho ricominciato a dipingere, a fare fotografie e video, quella è la mia psicoterapia. Non ho più il ptp che devo fare OTVII, sennò muoio. Tanto questo è il ciclo della vita. Non ho più il ptp di dover trovare continuamente soldi e danneggiare le persone che mi hanno aiutato e mi vogliono bene.

Onestamente, in questo momento non sento nessun desiderio di fare Scientology, ma di vivere un po’. Ho rinunciato alla mia arte nella corsa al raggiungimento di questa chimera, per ritrovarmi ad essere un quarto di manzo, con sopra un numero.

La quantità di etichette che ho imparato nella CofS, Sea Org compresa, è nettamente superiore a quante se ne possono trovare in un supermercato. Cercando di sconfiggere la classe media, nella chiusura del cerchio, lo sono diventati: bei palazzi, belle macchine, tanti soldi, potere, gente “upstat ed etica”, Bravo Scientologo. Non c’è niente da fare, in quest’universo il cerchio si chiude sempre nella sua dualità.

C’è poi quell’uso molto ipocrita e continuo di dissimulare la discriminazione con l’upstat di una persona (in realtà chi non ha soldi è solo un BD, un essere degradato).

Sul palco allestito per l’inaugurazione dell’Org Ideale di Milano, c’erano solo quelli che avevano donato da 50 mila euro in su, solo noi eravamo all’altezza di ricevere la stretta di mano del CoB. Tutti gli altri, separati da una transenna, non ne erano degni. Eravamo divisi in base alla quantità di soldi che avevamo donato. Io li guardavo e mi sentivo umiliata per loro. Avevano fatto del loro meglio, erano stati bravi, ma non a sufficienza.

Subivano l’emarginazione per non aver potuto dare di più, per aver dato solo 45, o 30, o solo 10 mila, o meno di 5 mila euro. Noi eravano gli eletti, e loro i “paria” e quella divisione li sviliva e li sminuiva rispetto a noi. E questa cos’è, se non discriminazione. Tutto mi era apparso come un volgare mercato delle vacche, e quelle vacche eravamo noi. Quando Miscavige mi ha stretto la mano, per i soldi che avevo donato, non mi è arrivato niente, né di bello, né di brutto, era come se io non esistessi, ero un corpo, ero un “vuoto” per lui. Non mi è piaciuto, ma non per l’arroganza o l’egocentrismo, ma perché lui si dovrebbe occupare degli esseri spirituali “che sono”, non dirigere una fabbrica di etichette.

L’altro giorno una signora al supermercato mi ha fatto un gran sorrisone, perché le ho ceduto il posto, per lei io c’ero. Mi ha detto con gli occhi: “È bello che ci sei”.

Per quanto mi riguarda, sto ancora camminando lungo la secca, ma intravedendo in fondo il mare aperto. Chi mi conosce sa che non mi fermo di fronte a un’asserzione imperativa che dice: “È così e basta”, anzi questa è la molla più prodigiosa; è per me come un propulsore. Per trent’anni la molla ha accumulato tanta di quella energia fino a esplodere come una bomba H. Improvvisamente quella bomba è esplosa quando l’Auditor, nel recente programma che ho fatto a Saint Hill, mi ha detto che ciò che avevo comunicato “…non era vero e non era possibile”, visto che cinque minuti prima avevo comunicato l’esatto contrario. “Ah, “non era vero????” boooooom! Là, si è rotto tutto e la deflagrazione è stata devastante sotto tutti i punti di vista: mentale, spirituale e fisica. Biancaneve si è rotta le palle, si è tolta il fiocco dalla testa, ha mandato affanculo il principe, e ha accoltellato la strega a sangue freddo. Tutte quelle valenze, con postulati annessi di giustizia, verità, “etica”, o meglio falso moralismo bigotto, si sono disintegrate e sono rimasta io da sola in un mare di merda da attraversare. Ho pensato: “Meglio la merda che farsi conficcare aghi ed esserne compiaciuta”, perché questo voleva dire essere “sempre” nel giusto, e restare intoccabili fino a diventare un “martire”. “Sì, è vero, è morta, però che Grande Essere, che Brava Ragazza, leale e senza macchia. Diamole una medaglia. No, anzi, facciamole un “Encomio” (che quelli servono sempre), e poi: ”Qual è il prossimo prospetto? Rossi? ok, oggi gli facciamo prendere altri due intensivi… Start…”.

Prima mi offendevo quando qualcuno mi diceva che avevo la coda di paglia, forse mi offendevo perché in effetti toccava una verità che io volevo nascondere, per paura di non essere accettata e considerata una brava persona, per il desiderio di riconoscimenti continui e di ammirazione. Ma sì, era la mia smania dissimulata di controllo ossessivo, per non essere mai controllata o presa alla sprovvista. Adesso di tutto questo non m’interessa più niente, non mi interessa più di essere riconosciuta, ammirata, di apparire bella o brutta, brava o cattiva, adesso m’interessa di “me”, di quello che ho da dire. M’interessa solo comunicare, e mi sono accorta stranamente che le mie emozioni sono più libere e amorevoli; riesco a sentire più amore e comprensione, tolleranza ed empatia, e tutto questo senza sforzo.

Non so, ma il prodotto è che non mi sento più sbagliata, più la sfigata, più la fessa, più quella che “non ce la farà”, perché la carota non mi va più, di conseguenza la GPM ha fatto puff. La spada di Damocle non oscilla più sul mio collo, perché sono stata disposta a buttare via trent’anni e trovare tra i rifiuti le mie “cose buone”, in quanto mie, e non indotte o comandate. Queste non sono parole al vento o un modo per impressionare, è il risultato di una grande ricerca che ho fatto nell’ultimo periodo.

Con la tuta da eternauta, navigando in lungo e in largo, infrangendo gravemente i Tabù della Chiesa, sono andata su diversi siti, anche su “Allarme Scientology”, non quelli che dicono stronzate, o i dati confidenziali, ma interviste video in lingua originale, storie della vita di Ron, documentari prodotti da ex-scientologist di Hollywood, fuoriusciti dopo 30/35 anni, testimonianze di ex membri della SO di alto rango, gente che fino agli anni ’90 vedevamo agli Event e poi puff, spariti nel nulla, membri premiati dalla IAS con la Medaglia per la Libertà, di cui non si è saputo più niente, dove alcuni sono morti, altri fuoriusciti. Ho seguito inchieste giornalistiche, casi legali, ecc. E tutta questa iniziativa immobiliare, che sta muovendo milioni di dollari, e che sta sollevando un polverone anche sul fronte dell’esenzione fiscale. Mi dispiace solo per tutte le Alici nel Paese delle Meraviglie che lavorano anima e corpo nella SO, con vera e propria dedizione e pura trasparenza, ma non ho attualmente stimoli ad aiutare o lavare teste d’asino, né alcuna forma di rivalsa. Inoltre, i miei “amici scientologist” sono tutti spariti, non si fanno più sentire, se non con la telefonata di PR (da bravi scientologist), ponendomi la domanda: “Stai scalando le gocce? Volevo sapere solo questo! Okay, stammi bene, ciao!”.

Quello che sto percorrendo è un sentiero lungo e difficile per me, dove mi ritrovo senza Dio, consapevole di non averne mai voluto Uno. Ancora cammino lungo il filo del mio scetticismo che si congiunge alla mia spiritualità in modo traumatico, ma è un percorso che voglio fare questa volta a modo mio con vere e proprie realizzazioni, non certo con concetti autocreati da un dissimulato dogma che ti fa credere di poter diventare un superuomo. Per quello ci aveva già “pensato” il “Nano tedesco”, lasciando il suo retaggio al “Nano americano”. C’è una corrispondenza di “nani” assai in voga in tempi di caos e di guerre. Io, come Alice nel Paese delle Meraviglie, ho visto asini che volavano in cielo con arcobaleni colorati; ho sentito la promessa dell’immortalità e della felicità assoluta. Ho guardato in un caleidoscopio immaginario di false identità e falsi profeti. Ma credo sia nella natura di questo universo duale che così è stato creato per farci cavalcare onde emozionali e darci un gioco. Non so se Ron Hubbard fosse un genio o un pazzo o entrambe le cose, credo che anche lui sia stato travolto da se stesso e dalla natura di questo universo.

In ogni caso la mia natura è sempre stata “fondamentalmente” liberale, lo è adesso e lo sarà sempre. E’ talmente liberale da tollerare anche la discriminazione in tutte le sue forme, per quanto essa stessa sia l’ingiustizia più grande di questo universo e, forse nella mia mente, la “cosa” che sveglia “la belva”.

In compenso, comunque, mi sento molto bene ad aiutare, anche quando salvo le lumache dai marciapiedi. E’ vero, ne avrò già salvate una cinquantina, e poi c’è il mio amico ragno Giuseppe, che si fa accarezzare da me. Giuro, è vero, non sto scherzando. Questo è ciò che rimane e ha più valore nella mia vita: il bene sincero e il puro interesse ricevuto sotto tante forme cui voglio dare la giusta dimensione, perché noi siamo fatti di queste piccole cose che rimangono fino all’ultimo giorno di consapevolezza… e forse anche dopo.

 

Lady Oscar

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