Ecco una interessante analisi
di Ahrat su
chi siamo veramente
IL REBORN: MOCK-UP* DELL’HOMO SAPIENS
Nel tempo presente, in una civiltà che ha dimenticato lo Spirito, si manifesta un fenomeno tanto inquietante quanto rivelatore: quello delle Reborn dolls, bambole iperrealistiche create per somigliare perfettamente a neonati umani. Pelle, vene, peso, odore, capelli impiantati: ogni dettaglio è modellato per simulare la vita. Ma ciò che si tiene tra le braccia non è un bambino: è un mock-up del bambino, una riproduzione plastica dell’essere umano visto solamente come un composto di corpo e mente.
Il Reborn è una copia dell’identità Homo sapiens, cioè di quella struttura bio-mentale che la società attuale considera l’essere umano nella sua interezza. Ed è qui il punto essenziale: l’Homo sapiens stesso è già un mock-up del Thetan, una costruzione che ha preso il posto del Sé fondamentale. Il Thetan, lungo la traccia del tempo, si è identificato, e da quella identificazione è nato l’uomo come oggi viene inteso. Ciò che oggi chiamiamo “persona” non è il Thetan: è una sua proiezione, un costrutto complesso fatto di carne, pensieri e memorie.
Il Reborn, quindi, è un mock-up del mock-up: un oggetto che riproduce l’identità Homo sapiens che, a sua volta, è già un simulacro del Thetan. È una rappresentazione dell’essere umano come lo si intende oggi: privo di anima, privo di Essere, definito solo da ciò che è visibile e misurabile. Nell’atto di accudire un Reborn, non si sta abbracciando la vita, ma il simulacro dell’identità biologica, cioè un’immagine svuotata della vita.
La relazione che si instaura con il Reborn non è diversa da quella che il preclear ha con le proprie valenze. Si ama qualcosa che non è. Si protegge un’illusione, un oggetto che imita la forma. Questo legame emotivo con ciò che è falso è il cuore dell’ALTER-IS sommato al NOT-IS: l’incapacità di confrontare la perdita. Il Reborn simula la presenza laddove c’è solo assenza, e trasforma l’oggetto in soggetto. Ma non è un soggetto: è una valenza di plastica.
Il Reborn non è una causa, ma un effetto. È l’effetto visibile di una civiltà che da tempo non riconosce più l’essere umano come Spirito. Tutto questo è il riflesso della degradazione ontologica** dell’uomo. Nell’epoca del materialismo assoluto, non si cerca più il Thetan: si perfezionano le copie. Non si aspira più alla disidentificazione: si raffina l’identità.
Eppure, osservando questo eccesso di simulazione, può accendersi la consapevolezza. Se si riesce a vedere il Reborn come il mock-up dell’identità Homo sapiens, e questa identità come mock-up del Thetan, allora si può finalmente risalire alla fonte. Il Reborn può diventare lo specchio che rivela l’illusione, e mostra il velo da attraversare per tornare al Sé.
Il Thetan non è il corpo né la mente, non è l’identità Homo sapiens. È lo Statico. È l’Essere privo di forma, di tempo e di spazio. Solo riconoscendo che anche l’essere umano — così come oggi lo si intende — è un mock-up, si può iniziare il lavoro di disidentificazione. E solo allora, dietro la maschera dell’Homo sapiens, si potrà ritrovare ciò che non ha forma ma è eterno: il Sé fondamentale, lo Statico, il Thetan.
- * Mock-up: E’ qualcosa che il Thetan crea e dice che è lì.
- ** Ontologico: Che riguarda la conoscenza dell’essere (nel sign. filosofico della parola)
